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Casa: nel 2013 sfratti cresciuti del 4,3% Giunta al lavoro per contrasto a morosità

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L’emergenza casa nella nostra provincia è sempre più preoccupante: lo confermano gli ultimi dati resi noti dal Ministero, secondo cui in provincia di Cremona nel 2013 sono stati ben 558 i provvedimenti di sfratto emessi, il 4,3% in più rispetto all’anno precedente. Un dato assolutamente preoccupante e in controtendenza rispetto alla media regionale, la quale fa registrare una contrazione degli sfratti: -8,77%. A fornire il quadro della situazione è il segretario della Cisl Asse del Po (comprendente Mantova, Lodi e Cremona), Dino Perboni.

La provincia di Mantova è quella più alta in termini di crescita percentuale, seguita da Varese con +24,36%, poi Sondrio con +11,83%, infine Lecco con +6,69% e Cremona con +4,3%; tutte le altre province registrano un’attenuazione del fenomeno.

Analizzando ancora la situazione in provincia nel 2013, scopriamo che ci sono state 596 richieste di esecuzione, mentre sono stati 213 gli sfratti già eseguiti (in calo). Per quanto riguarda la ragione degli sfratti si riscontra che ben 534 hanno riguardato cause di morosità e solo 24 casi hanno riguardato la finita locazione.

“La causa degli sfratti per morosità è un chiaro segnale delle difficoltà che le famiglie cremonesi stanno conoscendo a seguito della crisi, ma anche della necessità sempre più ineludibile di sviluppare una politica per la Casa nel nostro territorio” evidenzia Perboni. “E’ evidente che c’è una sfasatura fra la domanda di abitazione e la capacità delle persone di far pronte economicamente al costo della locazione. E’ indispensabile uno sforzo comune”.

La Giunta comunale di Cremona, dal canto suo, non ha perso tempo: il tema della casa era già sul tavolo della seduta di mercoledì mattina. L’idea emersa durante l’incontro è quella di dare avvio a un vero e proprio sistema di politiche abitative, che vede prioritari servizi e interventi quali la mediazione sociale, il gestore sociale ed il contrasto alla morosità; su proposta dell’assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè, la Giunta ha quindi dato mandato al Settore Politiche Sociali di predisporre tutte le azioni necessarie per l’attivazione e la realizzazione di specifiche progettualità a valere su bandi regionali, fondi europei e su tutte le possibili risorse che possono essere intercettate seguendo precisi indirizzi: sviluppare sinergie tra gli attori e le istituzioni presenti sul territorio che si interfacciano in materia di bisogno abitativo, nonché di realizzare strumenti innovativi per favorire momenti di confronto tra i servizi di assistenza sociale, di assistenza al pubblico, di rappresentanza del terzo settore e dei proprietari di edilizia residenziale sia pubblica sia privata; predisporre un piano di analisi al quale farà seguito la successiva sperimentazione di azioni di contrasto alla morosità e alla riduzione della tensione abitativa grazie alla mediazione sociale e al gestore sociale; riservare particolare attenzione a quelle fasce di popolazione che non presentano i requisiti per accedere all’offerta di edilizia residenziale pubblica e, nel contempo, non hanno sufficienti capacità per sostenere le proposte del mercato immobiliare privato; conoscere e valorizzare le realtà e le iniziative che già operano in modo efficace sul territorio, delineando nel contempo un processo di rete sociale che porti all’integrazione nel mercato immobiliare pubblico e privato anche le fasce più povere della popolazione.

Il sistema di governance sarà articolato attraverso momenti di confronto, di analisi e di pianificazione con tutti gli attori del territorio e del contesto abitativo, attraverso gruppi di lavoro, spazi di incontro con la cittadinanza e la costruzione di strumenti di progettazione comune.

l.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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