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Sfratto di via Filzi, Comitato: "Non si è voluto trovare soluzione"

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L’eco della vicenda dello sfratto di una donna incinta di otto mesi, avvenuto ieri in via Fabio Filzi, risuona ora tra i palazzi della politica. Forte la presa di posizione del Comitato antisfratto: “Ancora una volta ci siamo dovuti scontrare con la totale incapacità di istituzioni e politica di affrontare in maniera competente l’annoso problema abitativo nella nostra Città, questione di cui, visti gli avvenimenti di ieri, la nuova giunta comunale non vuole farsi carico in maniera seria e risolutiva – evidenzia il Comitato -. Purtroppo questa piaga sociale molto diffusa (sono infatti circa novecento le famiglie in lista per un alloggio popolare) viene vista in un’ottica di mera gestione dell’ordine pubblico, cavalcando l’onda dell’emergenza e non volendo risolvere il problema, tutto politico, del diritto all’abitare a Cremona e provincia.

E’ sotto gli occhi di tutti che per poter eseguire lo sfratto di ieri, per cui né la nuova Giunta né la prefettura hanno voluto trovare una soluzione anche temporanea, è stato necessario l’intervento del reparto celere, senza che fosse minimamente tenuta in considerazione la presenza di una donna all’ottavo mese di gravidanza e due minorenni. E’ altrettanto palese come queste misure di forza – dall’allontanamento dei resistenti da parte dei celerini fino allo sfondamento della porta d’ingresso ad opera dei vigili del fuoco – si siano rivelate a dir poco inadeguate  su ogni fronte ed hanno solo rafforzato la decisione delle famiglie del Comitato nel continuare il proprio percorso con serenità e determinazione”.

La risposta da parte del Comune non è tardata: l’assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè interviene sull’accaduto per chiarire l’impegno dell’Amministrazione su questo fronte: “Prima che venisse eseguito lo sfratto, il Comune ha tentato tutti i possibili passaggi finalizzati ad una mediazione – ha detto l’assessore -. A seguito della misura disposta, i Servizi Sociali sono intervenuti per tutelare le situazioni di fragilità presenti nel nucleo familiare. Più in generale, il Comune sta lavorando per una progettualità che vada oltre le emergenze e che costruisca percorsi di accompagnamento e di presa in carico delle proprie responsabilità”.

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