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Cpia alla Campi, un'insegnante difende l'istituzione

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Dopo la pubblicazione della lettera dei genitori della scuola Campi al sindaco Galimberti – preoccupati per la permanenza del centro provinciale istruzione adulti negli spazi della media,  un’ insegnante scrive allo stesso sindaco per difendere l’istituzione Cpia.

“Egregi Sindaco Galimberti e vicesindaco Ruggeri, gentili genitori degli alunni della scuola Antonio Camp – inizia la mail della professoressa Maria Cristina Bolfi – avendo appreso di un possibile imminente incontro tra di voi, volto a trovare una collocazione ai corsi  per l’Istruzione degli Adulti, diversa da quella tradizionalmente posta nella sede di via Gioconda, sento il bisogno di esprimere il mio parere in merito.

Chi scrive insegna da ventinove anni, quattordici dei quali presso la scuola media Campi. Dopo aver lavorato a lungo con gli adolescenti, ai quali ho dato molto e dai quali ho ricevuto moltissimo, lo scorso anno ho deciso di dedicarmi all’educazione degli adulti, con la volontà di spendermi in questa realtà con uguale energia ed entusiasmo. Vista la mia personale esperienza professionale, vissuta in entrambi i settori, ho avuto modo di conoscere le caratteristiche ed i problemi dell’uno e dell’altro. Comprendo alcune delle preoccupazioni espresse dai genitori firmatari della lettera, nello specifico quelle legate al restringersi degli spazi, vista l’affluenza di un’utenza sempre più numerosa. Penso che i ragazzi ed i loro insegnanti abbiano tutto il diritto di godere di spazi adeguati e consoni alle esigenze di una scuola in crescita.Mi permetto tuttavia di ricordare che anche gli utenti del CPIA hanno ugualmente diritto di vivere la propria esperienza di apprendimento in un ambiente scolastico appagante ed attrezzato. I nostri utenti adulti appartengono a realtà molto diverse tra loro, provengono spesso da storie difficili e dolorose, non hanno voce e non hanno famiglie che possano sostenere i loro diritti, perciò mi sento in dovere di farlo per loro.

Credo inoltre che sia superfluo ricordare che nostri corsi rappresentano un’opportunità importante non solo per i numerosissimi utenti che si rivolgono al Centro per l’Educazione degli Adulti cremonese, ma anche per tutta la città, giacchè l’istruzione e la crescita culturale sono condizioni imprescindibili per l’integrazione e per la conquista di un ruolo positivo nel tessuto sociale.

La soluzione ideale al problema posto sarebbe trovare nella nostra città la sede più adatta per il CPIA, con laboratori e spazi che possano accogliere le esigenze di un’utenza molto varia,che comprende in gran parte  lavoratori e madri di famiglia.

Conoscendo la sua sensibilità, signor sindaco, nei confronti di tutte le realtà cittadine, anche le più deprivate, sono certa che comprenderà il mio punto di vista, e che vorrà perdonare quella che potrebbe apparire un’inopportuna intromissione.

Se trovare una sede adeguata per il momento non fosse possibile, spero che in attesa della soluzione più soddisfacente , si possa continuare a vivere tutti insieme, ragazzi e adulti, nella “casa” di sempre, la scuola Campi, augurando infine a tutti noi di lavorare in un ambiente sereno, ovunque esso sia, nel quale le differenze siano vissute come una ricchezza ed una preziosa opportunità di collaborazione”.

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