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Ferrovie e disservizi, Trespidi: "Necessario raddoppiare il binario fino a Codogno"

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Il recente accordo tra Rfi e Regione Lombardia riguardante la linea Mantova – Cremona – Milano definisce alcuni interventi infrastrutturali nel tratto ferroviario Codogno – Mantova la definizione di un modello di esercizio per la linea Milano – Cremona – Mantova per i treni regionali “veloci” e “convenzionali” con l’individuazione degli interventi infrastrutturali necessari per la stabilizzazione dell’orario e degli attuali servizi ferroviari. Ma questo è sufficente? Secondo il segretario provinciale dell’Udc, Giuseppe Trespidi, no.

“Se veramente si ritiene che la linea Milano-Cremona-Mantova sia un asset strategico per la rete ferroviaria Lombarda sia sul fronte dei trasporti pendolari sia perché rappresenta uno degli itinerari merci più importanti del bacino padano, dove sono situati i terminali di Mantova, Cremona/Cavatigozzi e Piadena, occorre avere anche una visione strategica per il futuro. Ciò anche se con l’accordo si mira non solo al miglioramento del servizio attraverso un reticolo di offerta più “robusto” e con migliori prestazioni con la sistematizzazione dei servizi viaggiatori, soprattutto quelli per i pendolari, ma si vuol creare, nel frattempo, le condizioni per una gestione più fluida dei servizi merci allora è necessario che si debba pensare non solo al breve ma anche al medio e lungo periodo. Nel merito occorre tenere conto che con un Protocollo sottoscritto dai più importanti soggetti economici, politici e sindacali si è individuata l’area di Tencara (un milione di kmq nel Comune di Pizzighettone) come luogo strategico per lo sviluppo industriale del territorio cremonese. Area che per svilupparsi deve essere dotata di infrastrutture come il Canale navigabile e la linea ferroviaria. Ecco allora che la proposta di raddoppio del tratto di linea tra Codogno e Cremona diventa un obiettivo strategico perché risponde non solo alle esigenze economiche del territorio ma da anche una risposta adeguata al traffico merci e viaggiatori dell’area cremonese”.

Di ciò, secondo il segretario Udc, “non c’è traccia nel Protocollo Rfi-Regione” e per questo esorta il sindaco Galimberti a “darsi da fare perché l’aorta rappresentata dalla linea Cremona-Codogno diventi veramente tale raddoppiandola. Occorrono progetti strategici e prioritari per il futuro senza trascurare il presente e questo è senz’altro uno su cui puntare. Perché a Rfi non si chiede di quantificare il costo del raddoppio della tratta Cremona–Codogno? Se insieme all’accordo fatto – del quale non si conosce il cronoprogramma – si aggiunge la scelta di un progressivo svecchiamento dei mezzi con cui si accolgono i passeggeri, che ovviamente riguarda tutte le linee del cremonese (circa il 40% non è dotato di aria condizionata e non è neppure ipotizzabile installarla), e si attuano gli interventi che i dirigenti di TreNord hanno descritto durante un incontro, riguardanti modelli di gestione del traffico ferroviario centralizzato e comunicazioni ai clienti con mezzi innovativi come, ad esempio, twitter insieme al possibile acquisto di biglietti e rinnovo di abbonamenti con internet allora potremmo dire che lo slogan “Signori si cambia!” ha una sua concretezza”.

Trespidi evidenzia senza mezzi termini come sia indispensabile che “la politica cremonese cominci tutta insieme a darsi obiettivi ambiziosi partendo dal presupposto che se si vogliono realizzare non si deve chiedere solo ad altri di investire risorse ma di comparteciparvi economicamente a tutti i livelli”.

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