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Corso Garibaldi, il 'fiume urbano' non convince residenti e commercianti

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foto Sessa

L’idea dell’asfalto ad onde colorate, con tonalità non ancora ben definite, tra il blu di un ipotetico fiume Po e il fucsia, un po’ sconvolge commercianti e residenti di Corso Garibaldi che lunedì sera hanno ascoltato la descrizione del progetto di riqualificazione nella saletta di palazzo Cittanova. C’erano il sindaco Gianluca Galimberti, gli assessori Barbara Manfredini (Commercio) ed Alessia Manfredini (Mobilità) e i tecnici comunali Marco Pagliarini e Riccardo Zelioli. Divide e fa discutere il progetto (o meglio l’idea in divenire, come hanno tenuto a precisare gli amministratori) fatto proprio dal sindaco Galimberti, che intende metterlo in pratica nel breve giro di alcune settimane, per la durata temporanea di due mesi ed ispirato all’idea di fiume urbano.

RIGENERAZIONE URBANA – Un  progetto di rigenerazione urbana per rilanciare il tratto pedonalizzato da via Villa Glori a corso Campi che, ha spiegato il sindaco, “ha l’obiettivo di rispondere immediatamente alle problematiche della zona, mettendo insieme arredo urbano, programmazione culturale e aspetti di mobilità. E’ una vera e propria rigenerazione urbana, una riqualificazione degli spazi per migliorare la qualità urbana e  la qualità delle relazioni, attraverso la creazione di luoghi di incontro e di coesione”. Un progetto nuovo – è stato spiegato – partito dall’idea donata gratuitamente alla città dallo studio di architettura Qun (New Urban Question, ossia Paola Ceriali, Teresa La Gala e Michele Giardullo)  secondo un modello che l’amministrazione vorrebbe  esportare poi  in altre zone della città, in progettualità condivise, attraverso concorsi di idee.

I 160 metri ‘pedonali’ di corso Garibaldi dovrebbero rappresentare il fiume Po che si fa strada e crea una galleria a cielo aperto dentro la quale si innestano proposte di luoghi di incontro, nel rispetto dei vincoli e delle realtà del corso. Linee sinuose che simulano il corso dell’acqua e movimentano l’asfalto, tra le quali verranno creati spazi funzionali individuati in base a plateatici, cantieri, rastrelliere e altre realtà presenti sul Corso e in modo tale da garantire il passaggio dei veicoli autorizzati. Tre le aree di incontro individuate: area gioco (un’area pensata per bambini e famiglie costituita dalla pittura a terra del Gioco dell’Oca e da sedute), arena (sedute che creano una forma ottagonale per eventi culturali, rappresentazioni e letture ‘open air’) e area play (ritrovo, spazio sociale con possibilità di ascoltare musica da cuffie attivate in modalità wi-fi). Accanto alle aree di incontro, verranno realizzate sedute urbane in legno. Allo studio inoltre una programmazione di eventi e di attività culturali  in grado di armonizzarsi con il progetto di riqualificazione urbana. Confermate anche le agevolazioni per il parcheggio Villa Glori, con tariffa di 1,50 euro all’ora e prima mezz’ora gratis e prossimamente introduzione di scansioni temporali ridotte con conseguenti tagli alla tariffa.

IL DIBATTITO – Molto vivace il dibattito che ha fatto seguito alla presentazione da parte di sindaco e assessori, con protagonisti commercianti e residenti che la piccola saletta di palazzo Cittanova non riusciva a contenere. Ancora una volta si è confermato che il corso divide gli operatori, con l’edicolante Di Cataldo che è tornato ad insistere sulla necessità di rivedere la pedonalizzazione. “Ma stasera non siamo qui per questo”, ha tagliato corto Barbara Manfredini. Altri operatori commerciali hanno proposto al contrario che la pedonalizzazione venga estesa anche nel tratto fino a piazza Cittanova quando vengono organizzati eventi. Dai residenti alcune proposte che entrano nel merito del restyling proposto: “I turisti non vengono a Cremona per vedere asfalto colorato”, è stato detto “ma per poter vedere opere d’arte. Anche corso Garibaldi ha da offrire molto  sotto questo aspetto, con palazzi ottocenteschi assolutamente dignitosi. In questo progetto non vedo un legame culturale con il contesto, anzi, lo considero un insulto alla città. E poi per quali meriti è stato scelta proprio questa idea e non altre?”. Un dubbio che è sorto in molti e di cui l’amministrazione comunale parlerà proprio oggi (29 luglio) con l’Ordine degli Architetti, che ha chiesto un incontro sulle modalità di selezione di questa proposta da parte dell’ente pubblico.  Un altro residente ha chiesto perchè invece di spendere soldi, seppur pochi, per l’idea del fiume urbano, non si accantonino risorse in vista di una sistemazione definitiva del corso, ripristinando l’antica pavimentazione in basolati di marmo. Erano stati accuratamente rimossi e numerati prima degli scavi del 2007 per i sottoservizi e mai più posati. Il dirigente dei Lavori Pubblici Pagliarini ha rassicurato sul fatto che il progetto definitivo di sistemazione del corso “c’è e non l’abbiamo dimenticato. Nessun timore che le lastre in marmo siano andate perse, me ne sono accertato personalmente. Il problema è che ripristinare quella pavimentazione costa tanto. Finora per Corso Garibaldi abbiamo speso 800 euro, per il rifacimento della pavimentazione dovremmo aggiungere altri tre zeri a quella cifra”.

Dal residente Giuseppe Lauritano, casa sul corso e ufficio in via Trecchi, è giunta poi la richiesta che non ci si limiti ad un intervento sul corso ma ci si occupi anche del contesto. Delle strade laterali che si immettono sul corso, con via Goito che ancora ospita il desolante squarcio della fu-mediateca (mai nata), all’arco degradato di via dei Rustici, “dove sono i residenti a dover scendere in strada e pulire”. Segnalato anche che non si fa abbastanza per rendere fruibili le attrazioni culturali della via, troppo a lungo chiuse a turisti e visitatori (la casa nuziale di Stradivari, ma anche i cortili di palazzi d’epoca privati come pure lo stesso palazzo Cittanova), vanificando così gli sforzi per rendere attraente il corso. E’ stato poi rilevato come l’apertura di molti esercizi pubblici (da ultimo la yogurteria) siano fattori positivi di animazione della strada.

OK VINCOLATO DA SOPRINTENDENZA – Ad ogni modo, la proposta sperimentale dello studio Qun va avanti, anche grazie al via libera della Soprintendenza, che ha autorizzato le onde colorate e le aree tematiche, dietro assicurazione che non intaccheranno minimamente le componenti di pregio della strada, a partire i marciapiedi in granito. L’autorità dei tutela dei beni architettonici ha anche chiesto ed ottenuto che ogni nuovo apporto / installazione sia a carattere temporaneo e rimovibile una volta terminata la sperimentazione.  Ancora incerti i costi dell’intervento e la tempistica per l’arrivo dei materiali. Dal pubblico qualche perplessità che la sperimentazione parta in un periodo turisticamente morto come agosto e l’auspicio che venga portata avanti per tutto settembre, quando in città debutterà lo Stradivari festival (e a seguire l’intenso autunno liutario). Incertezza sui costi: la cifra ufficiosa si aggira sui 10.000 euro e non è chiaro come il Comune possa reperirli. Un’ipotesi è il coinvolgimento delle associazioni di categoria attraverso il  tavolo del Duc.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Guest

    Si progetta una strada blu e fucsia mentre il Sindaco ha la solita giacca grigina…. color asfalto. Mah….

  • BillyBalle
    • ilDaniele72

      Geniale!!!!!!

  • BillyBalle

    https://www.youtube.com/watch?v=N1AHBZybjW4 – parking day e painting floor format dejà vu!

  • giordano

    Siamo alle pagliacciate! L’unica cosa seria che può fare chi ha presentato queste proposte è avere il minimo decoro di dimettersi..

  • Italiana

    Se fossi nel Sindaco non mi darei troppo da fare per i commercianti perché tanto non sono mai contenti

  • paolo

    Perché non anche degli elfi con un berretto a sonagli che accompagnano il cittadino visitatore nel percorso? Percorso che ovviamente sara’ #percorsocondiviso#…..