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Autovelox, Cna: 'Non è così che si fa sicurezza'

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Alzata di scudi da parte di Fita Cna contro gli autovelox, e in particolare contro il già molto contestato apparecchio posto sulla Castelleonese all’altezza di Sesto Cremonese. “Premesso che chi infrange il codice della strada deve essere punito, non si può non rilevare l’ostinazione con cui la maggior parte dei comuni disattendono sistematicamente il principio fondamentale della contestazione immediata delle violazioni, principio di assoluto valore educativo e preventivo” afferma l’associazione, rilevando che “ormai è diventata abitudine che rasenta l’ignavia. Sembra proprio che si preferisca che una pericolosa violazione sia commessa piuttosto che darsi da fare per evitarla, per esempio utilizzando un telelaser invece che un autovelox, per esempio fermando il trasgressore invece che lasciarlo proseguire ecc”.
Seconto Cna Fita, “non è così che si fa sicurezza, non è così che si fa prevenzione, non è così che si fa educazione stradale, non è così che si comporta un’amministrazione leale, corretta, attenta, responsabile e scrupolosa. Ammiriamo invece le amministrazioni che prima si dedicano all’educazione, alla prevenzione. Sul nostro territorio ce ne sono diverse e noi non possiamo fare altro che indicarle ad esempio”.
Se non ci si attiene a queste regole di buon senso, secondo l’associazione, “chiunque è legittimato a pensare che l’amministrazione abbia tutto l’interesse a che vengano commesse le infrazioni. Ci rendiamo conto del paradosso, ma i comportamenti non inducono a interpretazioni”.
La prevenzione, infatti, avrebbe lo scopo” di evitare incidenti e di aumentare la sicurezza attraverso azioni virtuose, assertive e non punitive, il fabbisogno di cassa invece, favorisce un comportamento pilatesco ovvero: siccome il primo obiettivo non è la sicurezza , ma è quello di fare cassa, per poter avere il modo di comminare la sanzione è necessario che qualcuno commetta l’infrazione e per fare in modo che si commetta l’infrazione è bene non fare prevenzione”.
Cna rivolge quindi una domanda agli amministratori pubblici: “Davvero gli amministratori che installano autovelox sono sicuri di aver fatto tutto ciò che è in loro potere per evitare incidenti ed aumentare la sicurezza?”.
Si pone l’obbligo di far osservare che la circolare Maroni sulle modalità di installazione degli autovelox fa perno su un concetto che l’associazione condivide in pieno: “dovranno essere individuati i punti critici per la circolazione dove si registrano più incidenti (con riferimento al biennio precedente)”.
“Al Sindaco di Sesto Cremonese  – conclude la Cna Fita Cremona – suggeriamo ad esempio: perché non installa un avvisatore luminoso della velocità di percorrenza prima della postazione dell’autovelox? Noi e tutti i cittadini possiamo ipotizzare già la risposta. Ma, in alternativa allo strumento adottato oggi dall’amministrazione, sarebbe più serio imporre un dazio di passaggio”.

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