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Comitato acqua: 'Ora festeggiamo ma vigileremo'

Lettera scritta da Comitato acqua pubblica

Egregio direttore,

con i recenti voti in Conferenza dei Comuni e nelle assemblee soci Padania Acque si sono raggiunti nella nostra provincia alcuni traguardi fondamentali nella direzione pensata e tracciata collettivamente dai cittadini italiani in questi ultimi anni: primo, l’affidamento ufficiale del servizio idrico alla “nuova” Padania Acque Gestioni; secondo, la modifica del velenoso piano d’ambito provinciale, che ancora fino a pochi giorni fa prevedeva nero su bianco la scelta della privatizzazione. Questi risultati arrivano grazie soprattutto all’impegno personale dei tantissimi che hanno spiegato ad amici, parenti e colleghi di lavoro le ragioni di fondo per cui l’acqua deve restare in mani solo pubbliche e hanno dato forza e gambe alle numerose, pacifiche ed allegre manifestazioni che hanno portato in strada quei valori. E’ questa quotidiana “opera buona” sociale e politica della gente che ha dato la forza ai pochissimi sindaci sinceramente a favore dell’acqua pubblica di dire “no” (spesso isolati e derisi) nei momenti fondamentali, che ha suonato l’allarme nella testa dei sindaci indifferenti o superficiali, che ha reso possibile ad alcuni sindaci opporsi alle direttive delle segreterie di partito, che ha fatto diventare troppo pesante il fardello della privatizzazione sulla schiena dei tanti sindaci che hanno invece fatto di tutto per ottenerla. Simile processo si è innescato entro il consiglio provinciale. Questa spa non è la soluzione migliore che il movimento per l’acqua indica per la gestione idrica, ma a fronte del tentativo di privatizzazione, portato avanti come tutti ricordano mediante ripetute e squallide forzature, aiutato dalla sponsorizzazione convinta dei media e di tutti i governi degli ultimi vent’anni, resta comunque un successo clamoroso e, fino a pochi mesi fa, persino insperabile. Successo che per inciso speriamo possa suscitare qualche dubbio negli amministratori pubblici dei nostri vicini di casa piacentini, tuttora innamorati del privato e insensibili alle ragioni di diritto.

Restando a Cremona, ora si apre una nuova fase di lavoro per il comitato acqua: occorre puntare alla trasformazione della spa in azienda pubblica (modalità di gestione votata al servizio e non agli utili), continuare ad opporsi a una tariffa che fa carta straccia in modo arrogante dell’esito referendario, vigilare attentamente sul funzionamento dell’azienda, pretendere in quest’ottica l’apertura di spazi di reale partecipazione e trasparenza, continuare a denunciare con forza la vergogna dei distacchi per morosità incolpevole. Oggi però il Comitato Acqua festeggia e ringrazia commosso i tantissimi cittadini che hanno capito che senza la lotta quotidiana (una lotta allegra e pacifica quanto serrata, informata e consapevole) si portano a casa solo chiacchiere. Se oggi abbiamo questo nuovo mattone su cui continuare a costruire è grazie a loro.

Giampieto Carotti – Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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