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Imu, Tari, Tasi: tra 2013 e 2014 aumento dell'8,7 per cento

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Riuscirà l’amministrazione Galimberti a dare discontinuità al bilancio ereditato dall’amministrazione precedente? In molti lo chiedono, a cominciare da commercianti, artigiani e sindacati  che non hanno intenzione di accettare la ripartizioni dei costi per coprire la voce Tari. Certo, c’è il vincolo imposto dalla legge, che riguarda la totale copertura del servizio svolto da Aem gestioni, ma spazi per ridiscutere il contributo dovuto dalle singole categorie, secondo gli imprenditori, ci sono. Il bilancio comunale approvato a primavera dall’amministrazione uscente del sindaco Perri prevede nel 2014 49.361.ooo euro di entrate tributarie contro i 45.398.000 del 2013, un aumento dell’8,7%, che almeno in parte bilanci il -39,7% di ulteriori tagli dei trasferimenti da altri enti (unione Europea, Stato, Regione, Provincia). Erano stati 14.459.000 euro nel 2013, saranno, secondo le previsioni, 9.327.000 nel 2014. Evidente che la leva tributaria è ormai fondamentale per il comune. Il bilancio 2014 inoltre prevede proventi da alienazioni e oneri di urbanizzazione  in diminuzione del 6.5% rispetto all’anno precedente.

In questo contesto, poter coprire al 100% (come imposto dalla normativa Tari) il costo di smaltimento rifiuti è cruciale per il Comune: in altri termini, mentre fino al 2013 con la Tarsu l’ente locale poteva coprire la diffferenza tra costo del servizio e tariffe  con la tassazione generale, quest’anno non può più farlo. Per questo, nella tabella riassuntiva delle entrate correnti del Bilancio 2014 (vedi sopra) il confronto 2013 – 2014 mostra un + 12,8% alla voce Tarsu-Tari: da 9.780.000 di euro a 11.030.000. Una differenza di 1 milione 250 mila euro.  Confermando gli introiti dell’Imu e dell’addizionale Irpef e  prevedendo in più il nuovo, pesante ingresso della Tasi, che dovrebbe portare in cassa 5milioni e 600mila euro quest’anno (l’anno scorso non c’era).  Il totale delle entrate tributarie 2014 rispetto al 2013 viene dato in aumento dell’8,7%, ossia quasi 4 milioni di euro in più. E’ anche da qui che la Giunta Galimberti dovrà cominciare a limare, se vuole venire incontro alle pressanti richieste di diminuire il peso della Tari sulle categorie commerciali e artigianali.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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