Cronaca
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Mozione della Lega Nord: stop subito all'accoglienza dei 'profughi clandestini'

A sinistra (foto Sessa)  la manifestazione organizzata dalla Lega Nord all’inizio del 2014 di fronte alla casa dell’Accoglienza in occasione dei primi arrivi di profughi

Il no all’operazione Mare Nostrum, che sta portando in Italia migliaia di profughi, cavallo di battaglia del segretario Matteo Salvini, approda anche in consiglio comunale, con una mozione presentata dal capogruppo Alessandro Carpani, anche in previsione degli imminenti arrivi sul territorio cremonese. “In pratica – spiega Carpani – chiedamo che il Consiglio Comunale impegni sindaco e Giunta non solo a chedere al Governo la sospensione dell’operazione Mare Nostrum, ma che il Comune esca dal progetto Sprar e apra un tavolo di confronto con la prefettura per bloccare immediatamente l’arrivo di nuovi profughi clandestini”. Dall’inizio dell’amnno, la Lega ha contato in 150gli arrivi sul territorio cremonese, gestiti dal Comune e dalla Caritas con crescenti difficoltà. Più volte il responsabile diocesano don Antonio Pezzetti, pur senza tradire i principi dell’accoglienza, ha denunciato il ‘tutto esaurito’. E la caserma Manfredini, ormai vuota da tempo e possibile destinazione di alloggi per rifugiati, “non deve essere utilizzata a quetso scopo”, chiede la mozione. Altra richiesta è quella di chiedere “al Prefetto di farsi portavoce presso il Governo affinché i soldi spesi per mantenere gli immigrati clandestini, vengano invece impiegati per garantire un sussidio di 36 euro al giorno ai disoccupati cremonesi, ai cassaintegrati, alle casalinghe, ai disabili, ai pensionati, agli anziani e famiglie in difficoltà economica; pari diritti e pari dignità anche per i nostri cittadini”.

Tramite il progetto Sprar, afferma ancora Carpani, il Comune di Cremona ha ricevuto “per il triennio 2014-2016 un contributo complessivo di 2 milioni e 99 mila euro dal Ministero degli Interni”. Ma “prima bisogna aiutare i cittadini cremonesi e poi, se ci sono soldi, anche gli altri”. La mozione parte dal presupposto che la crisi economica che l’Italia sta vivendo è la peggiore dal Dopoguerra e che ogni “profugo clandestino  accolto nelle strutture italiane costa circa 1100 euro al mese e che dietro l’accoglienza si celano, spesso, interessi economici non indifferenti, che fanno “ingrassare” le casse delle associazioni e delle cooperative che, per solidarietà e spirito umanitario, si occupano di questi disperati”.

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