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Arrivati a Cremona dodici treni diesel vecchi di quarant'anni

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E’ bastato che 12 vecchi treni diesel, modello 668, arrivassero dal deposito di Treviso a quello della stazione di Cremona, per far pensare che ancora una volta la zona della Bassa lombarda sarà penalizzata rispetto al nord e all’hinterland milanese. Legambiente, attraverso Dario Balotta, responsabile del settore trasporti della sezione regionale, ha diffuso nella mattinata del 1 settembre una nota che preannuncia l’immissione su alcune linee ferroviarie che attraversano il territorio cremonese di treni diesel vecchi di quarant’anni, fermi da tempo. “Se è questa l’attenzione chiesta a Trenord dall’assessore regionale Cavalli, no grazie”. I treni, secondo Legambiente, sarebbero destinati alle linee che collegano Cremona a Treviglio e Brescia e alla linea Brescia-Parma che passa da Piadena. “Ci risulta – si legge nella nota – che in questi giorni sono arrivati dal Deposito locomotive di Treviso a quello di Cremona 12 convogli diesel degli anni 70’ serie 1200 (la più vecchia) che erano fermi da anni. Al deposito cremonese spetta il compito di dare leggeri ritocchi e una messa a punto per rimettere in moto questi vecchi treni sulle linee del cremonese, del bresciano e della bergamasca. Secondo il programma di Trenord verranno spostati a Milano i treni elettrici Ale 662 degli anni Ottanta per far fronte alle esigenze imminenti dell’Expo”.

LA PRECISAZIONE DI TRENORD – “Tutte supposizioni, il trasferimento dei treni è avvenuto per ragioni aziendali interne”. Non ci saranno – assicura l’azienda – sostituzioni di treni elettrici con treni diesel, come suppone Legambiente e destinati alle tratte ‘minori’, non gravitanti su Milano. I convogli diesel arrivati in questi giorni al deposito di Cremona andranno a sostituire il materiale rotabile diesel attualmente in circolazione sulle linee Brescia-Cremona, Brescia-Parma e Cremona-Treviglio, di un modello antecedente più vecchio di circa dieci anni. Grazie all’arrivo di questi materiali, sarà possibile un ulteriore potenziamento della composizione dei convogli sulle linee.  Non ci sarà quindi nessun peggioramento del servizio ai viaggiatori che ora utilizzano treni diesel, anzi un miglioramento dei convogli per capacità. Con la progressiva entrata in servizio di questi convogli, andrà in dismissione il materiale rotabile più datato. I treni di oltre quarant’anni saranno quindi quelli dismessi, e non quelli di prossima immissione, come erroneamente affermato.  Stante tutto ciò, non corrisponde assolutamente al vero che questi treni diesel andranno a sostituire altri convogli elettrici in servizio”.

Il tempo dirà se sarà veramente così, ma Legambiente insiste: “La Regione – continua Balotta  – dovrebbe pretendere da Trenord una efficace riorganizzazione interna, la riduzione dei costi di gestione e fare una verifica sul management aziendale. Il servizio ferroviario andrebbe messo a gara come avviene nel resto d’Europa. Non possiamo credere che l’invio di una dozzina di vecchi e inquinanti treni diesel a Cremona sia la risposta della regione al sindaco, che non ha voluto concedere il quadro dell’Arcimboldo all’Expo” e si dice convinto che  a dispetto delle rassicurazioni dell’assessore regionale Cavalli ai sindaci di Cremona e Bergamo, “in realtà, per motivi ancora da accertare, Cremona in particolare sta per ricevere l’ennesima delusione dalla Regione Lombardia”.

LA REPLICA  DI BALOTTA  A TRENORD – “La grave crisi del materiale rotabile lombardo – insiste Balotta dopo le dichiarazioni di Trenord – è confermata dalla ridicola smentita di Trenord. Quali siano le ragioni aziendali interne è presto detto. Il sistema sta scoppiando e la manutenzione delle ferrovie lombarde non riesce a stare al passo con le necessità di treni giornaliere. Togliere dai piazzali di Treviso 12 treni Ale 668 fermi da anni, vecchi di oltre 40 anni e spostarli a Cremona non è una “ragione aziendale interna” ma il sintomo di una gravissima crisi gestionale. Questo programma di trasferimento treni e di restyling avviato alcuni mesi fa vede già circolare quattro treni arrivati da Treviso (serie 1200) sulle tratte Cremona-Brescia e Parma-Brescia. I prossimi 8 convogli lo saranno alla fine dei lavori di ripristino. Per quanto si possano ripristinare le inquinantissime Ale 668. Nel frattempo 4 treni elettrici  Ale 582 in servizio nel cremonese e nel bresciano sono già andati in Valtellina e sono stati risistemati e pellicolati nelle officine di Fiorenza prendendo il logo Val Chiavenna, Valle Spluga e Gavia in vista delle manifestazioni periferiche dell’Expo. Per quanto si possano ripristinare le inquinantissime Ale 668 peggioreranno la situazione nella bassa cremonese, mantovana e bresciana visto che la loro velocità massima sarà di 110 km /h contro i 140 km/h delle automotrici elettriche Ale 582”.

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