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I volumi Apic in magazzino costano alla Provincia 5mila euro

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L’Apic produce ancora degli strascichi in amministrazione provinciale. La giunta commissariale guidata da Gianluca Pinotti ha deciso di mettere la parola fine ad una querelle in corso da tempo, con la ditta che ha in custodia nei propri magazzini 1300 volumi editi dall’associazione di promozione iniziative culturali, attualmente in liquidazione giudiziale. Il caso giudiziario che ha visto coinvolta l’associazione e che ha portato lo scorso 1 luglio alla condanna in primo grado del solo dirigente Gianni Feroldi, per peculato, ha sancito la definitiva chiusura di attività dell’Apic, ma i volumi prodotti a suo tempo sono rimasti nei magazzini della ditta Racchetti Medio Trasporti, che è stata ad un passo dal fare causa alla Provincia per l’utilizzo dei suoi spazi. La Provincia aveva acquistato i volumi nel 2009 dall’Apic, soggetto giuridico autonomo anche se presieduto dal Presidente della Provincia (all’epoca Giuseppe Torchio) per destinarli a scuole, biblioteche comunali, musei, centri di documentazione del territorio. La richiesta iniziale della ditta privata, avanzata nel 2012, era stata di poco  meno di 7500 euro, poi saliti a oltre 9mila nel 2013 e infine rideterminati in 6mila euro. La Provincia a quel punto ha rilanciato a 5mila euro, importo  che alla fine è stato accettato dalla ditta.

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