Economia
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Comune di Cremona, in quattro anni lo Stato ha tagliato il 60% dei fondi

Nel giro di quattro anni per il Comune di Cremona un taglio di fondi, imposto dallo Stato, che sfiora il 60%. Una sforbiciata procapite che supera i 140 euro. Sono i risultati delle operazioni decise a Roma dal 2010, a partire dalla manovra Tremonti, passando dalla spending review di Monti e fino al decreto Irpef di Renzi. I calcoli sono stati pubblicati oggi dal Sole 24 Ore (numeri del Centro studi Sintesi sulla base degli ultimi quattro interventi di finanza pubblica che hanno riguardato i bilanci comunali). Cremona è nella parte alta della graduatoria dei capoluoghi italiani per impatto dei tagli: per la precisione si parla di una riduzione dei trasferimenti del 57,29% rispetto alle spettanze del 2010, 140,3 euro procapite.

In cima Lodi (-72,19%), poi Brescia (-69,75%) e Lecco (-68,63%). Nella parte più bassa della classifica, con tagli più contenuti, molte città del Sud Italia, caratterizzati da gettito fiscale più povero e quindi con riduzioni dei trasferimenti meno incisive. Il timore, come ricorda il Sole, è che il Governo possa decidere un nuovo tagli per i Comuni, per riuscire a raccogliere tutti i 20 miliardi necessari a coprire tutti i programmi.

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