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'Jobs Act, la strada più sbagliata' Landini carica la Fiom cremonese

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Foto Sessa

La mobilitazione nazionale della Fiom Cgil, approda anche a Cremona: nel pomeriggio di giovedì il segretario nazionale Maurizio Landini era a Cremona per un’assemblea con i rappresentanti sindacali del territorio, per parlare della manifestazione nazionale promossa proprio dalla Cgil, che non ci sta a subire il Jobs Act e la riforma dell’articolo 18. Alle 17,30 incontro con la città in Santa Maria della Pietà, promosso dall’Associazione XXV aprile da Piergiorgio Bergonzi, per la presentazione del libro “Forza lavoro”.
Da Cremona si ipotizza la partenza per Roma alla manifestazione del 25 ottobre di circa una decina di pullman anche se, come spiega il segretario provinciale Massimiliano Bosio, molte cose sono ancora da definire. Intanto sembra che il territorio risponda positivamente alle manifestazioni promosse dal sindacato in questi giorni: “basti pensare che nella giornata di giovedì all’acciaieria Arvedi tutto è rimasto fermo a causa della massiccia adesione allo sciopero. E allo stesso modo tante altre aziende hanno aderito allo stop. A queste quattro ore ne seguiranno altrettante il 24 di ottobre”.
“Le proposte del Governo puntano a facilitare i licenziamenti e non crediamo che questa sia la soluzione per rilanciare il lavoro in Italia – ha detto Landini -. Il lavoro oggi va salvaguardato e rilanciato. Non è mettendo mano ai diritti dei lavoratori che si può ottenere qualcosa. Bisogna invece fare una seria politica di investimenti, recuperando risorse attraverso la lotta all’evasione. Credo che questo Governo, come tutti gli altri prima, stia percorrendo la strada più sbagliata”. Landini ha quindi raccontato della vicenda che ha colpito la Thyssen di Terni nelle ore scorse: “600 lavoratori ora rischiano di essere licenziati” ha detto il segretario Fiom, ribadendo l’importanza della manifestazione di Roma. “Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo farlo partendo dalla manifestazione di Roma. Stiamo facendo scioperi in tutta Italia e credo che nei lavoratori vi sia la consapevolezza di quanto accade e che bisogna fare qualcosa. Possiamo costruire le condizioni per una mobilitazione che possa continuare nel tempo. Finché il Governo non tornerà sui propri passi”.

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