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I dettagli del terremoto alla Libera Agricoltori, due visioni contrapposte

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Nella foto, il palazzo sede della Libera

E’ un autentico terremoto quello che è venuto fuori dalle urne della Libera Associazione Agricoltori di Cremona. Il presidente uscente Antonio Piva alla guida dell’associazione cremonese di Confagricoltura dal 2008 passerà la mano dopo la bocciatura da parte degli iscritti. Nel nuovo parlamentino degli agricoltori cremonesi non ci sarà più il presidente Piva, neppure come consigliere. Piva è infatti il primo dei non eletti tra i proprietari terrieri della zona di Cremona, dove il più votato è stato Stefano Pasquali (193 voti) seguito da Federico Dizioli (182), Paolo Salomoni e Francesco Stroppa (167 voti a testa). Piva ne ha ottenuti “solo” 145. Fuori dal consiglio anche il braccio destro di Piva, Ernesto Folli (117 voti) attuale presidente del Consorzio Agrario Provinciale. Tutti e quattro gli eletti appartengono al gruppo “critico” nei confronti della gestione Piva dell’Associazione.

Benché la lista fosse formalmente unica, in realtà si sono contrapposte due visioni diverse di gestione della Libera. Il terremoto elettorale porterà con sé una inevitabile serie di ricadute all’interno dell’associazione e in provincia. Innanzitutto la presidenza vedrà un uomo “nuovo” rispetto al passato. Tra una decina di giorni verrà convocato il consiglio per l’elezione del presidente la cui proclamazione avviene per statuto su proposta del decano dei consiglieri eletti che sarà Cesare Pasquali, storico imprenditore agricolo cremasco, che proprio martedì prossimo dovrebbe venire confermato al vertice del Sindacato Pensionati Agricoli. Il presidente sostituirà Antonio Piva anche alla guida della Sec, editrice del quotidiano La Provincia . Ripercussioni anche alla guida di CremonaFiere e probabilmente del Consorzio Agrario Provinciale.

Tra i proprietari eletti a Crema Ernesto Antonio Ercoli e Alain Pellizzari, a Soresina Valerio Locatelli e Lauro Valcarenghi, a Casalmaggiore Egino Galli, Ernesto Urtini. Eletti anche i rappresentanti degli affittuari e della impresa familiare. A questi vanno aggiunti i rappresentanti delle sei sezioni economiche (38 eletti).

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