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Ipotesi chiusura corso Vittorio Emanuele Raccolta firme di residenti e commercianti

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Raccolta di firme tra i commercianti e i residenti di corso Vittorio Emanuele-via Monteverdi-via Ala Ponzone, contro l’ipotesi del Comune di chiudere al traffico nei giorni di mercato (con sperimentazione già nei week end della Festa del Torrone) ma probabilmente in via definitiva l’accesso al centro città dall’ultima porzione della strada che da porta Po arriva fino in piazza Stradivari.

I commercianti  del tratto dall’incrocio via Ponchielli-via Ala Ponzone fino a tutta via Monteverdi hanno firmato praticamente tutti e ora tocca ai residenti. Il progetto – di cui si è anche parlato nel corso di incontri del Distretto del commercio – prevede lo spostamenti degli otto banchi del mercato da corso Cavour (quelli di fronte alla Galleria 25 aprile) a via Monteverdi, chiudendo di fatto l’accesso al parcheggio di piazza Marconi da questa via. Come ovviare? La soluzione allo studio da parte del Comune sarebbe l’inversione di senso di via Ala Ponzone, con l’accesso diretto da Corso Vittorio Emanuele e da qui a  piazza Marconi, ovviamente non sarà più possibile uscire dalla piazza dalla stessa via come invece avviene attualmente.

Dunque niente più auto da corso Vittorio Emanuele e su via Monteverdi con intasamento di una via piccola e stretta come l’Ala Ponzone dove tra l’altro vi sono una decina di passi carrai, due supermercati da rifornire e l’incubo di farla divenire una sorta di camera a gas per i residenti. La raccolta di firme prosegue nei prossimi giorni dopo di che la lettera di protesta verrà protocollata e inviata al sindaco al quale sarà poi chiesto un incontro.Insomma il traffico, l’andamento delle vie di scorrimento, la prevista revisione dell’isola pedonale (chiusura di giorno e apertura di notte), continuano a tenere banco in città, complici anche la crisi che investe i negozi del centro che non vedono prospettive e la mancanza di comunicazione delle intenzioni della nuova amministrazione su questo tema che lascia così aperte le porte a spifferi che escono dalla giunta, dagli uffici e alle preoccupazione dei commercianti e residenti.

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