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Futuro Provincia, Cgil chiede incontro Che fine faranno le quattro sedi?

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Incognite in Provincia per la sorte dei dipendenti. La Cgil Funzione Pubblica, attraverso la segretaria Maria Teresa Perin, ha chiesto un incontro al presidente Vezzini, al fine di iniziare a capire quale sorte avranno gli oltre 400 dipendenti in forza all’ente con il riordino delle funzioni. Dipendenti che, è stato assicurato dal Ministro Delrio nei giorni scorsi durante l’inaugurazione di una scuola nel modenese, manterranno il loro posto di lavoro anche se le funzioni di cui si occupano verranno trasferite ad altri enti. Problema collaterale alla trasformazione in enti di Area Vasta è anche la fine degli immobili ancora in uso all’amministrazione: ha senso tenere aperte quattro sedi di cui alcune in affitto, quando le funzioni si ridurranno alle sole scuole e strade? L’edificio di via Bella Rocca ospita gli uffici tecnici; quello di via Dante, per il quale ente paga un profumatissimo affitto alla cassa nazionale dei Dottori Commercialisti di Roma,  l’Agricoltura – Ambiente, il Lavoro, i Servizi sociali; in corso Vittorio Emanuele II oltre alla sede principale ci sono al civico 28 gli uffici dell’Ato, l’azienda che regola il servizio idrico integrato. E in più, a santa Monica – ex caserma Goito, è giunto a conclusione il recupero di un’ala del chiostro, attrezzato per poter ospitare uffici.

Qualunque sarà la sorte degli edifici, più delicata ancora è la questione del personale, che non sa come e quando e soprattutto dove verrà dirottato (a meno che tutto resti com’è). «Il 3 novembre 2014 – inizia la lettera inviata a Vezzini la scorsa settimana dalla Fp Cgil – si è finalmente avviato il tavolo Regione Lombardia – organizzazioni sindacali sui nuovi Assetti Istituzionali. Entrambe le parti hanno posto l’accento sulla gravità dei tagli operati dalla Legge di Stabilità, tagli  che, se invariati, potrebbero far saltare l’impalcatura prevista dalla Legge 56/2014.S embra evidenziarsi, da parte del Governo, la volontà di mantenere alle Aree vaste le sole funzioni fondamentali previste dalla Legge Delrio: la riduzione per la Province di 3 miliardi di euro a regime, determinerà infatti ricadute pesantissime sulla gestione delle funzioni e dei servizi fino ad oggi svolti dalle Province, con inevitabili ripercussioni sul personale.

«Come Lei sa, Regione Lombardia ha costituito l’Osservatorio Regionale (e i conseguenti tavoli tecnici) con l’obiettivo di predisporre la proposta di riattribuzione delle funzioni. Sappiamo che l’Osservatorio ha trasmesso a tutte le Province, e quindi anche a Cremona, appositi moduli sui quali devono essere riportati le funzioni svolte su delega regionale, il personale interessato e la corrispondente spesa. Ci risulta, inoltre, che l’orientamento di Regione Lombardia, almeno in una prima fase, sia quello di far rientrare in Giunta Agricoltura e Formazione Professionale (con corrispondente passaggio del personale), ma che su tale orientamento si stiano ancora facendo delle valutazioni.  Le organizzazioni sindacali al riguardo esprimono forti e motivate perplessità. Ciò premesso, poiché gli attori del tavolo regionale dovrebbero rivedersi entro una decina di giorni, non appena saranno pervenuti tali moduli dalle Province, e poiché riteniamo importante che anche a livello territoriale si avviino sull’argomento i tavoli di confronto, con la presente Le chiediamo di voler programmare, possibilmente a breve, un incontro con le Organizzazioni Sindacali e con le RSU. In attesa, chiediamo che ci siano preventivamente forniti, via email o per il tramite delle RSU: copia dei dati che avete trasmesso o che trasmetterete alla Regione;  i dati relativi a delega da stato, personale interessato e spesa corrispondente; le dotazioni organiche con l’inserimento dei dati anagrafici e di servizio dei lavoratori».

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