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Premi di bontà Bittanti ad Alessandro Ginevra e ai ragazzi di don Bignami

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Consegnati in Sala dei Quadri i Premi di bontà intitolati alla memoria di Lidia Bittanti, 1000 euro ciascuno andati quest’anno a un gruppo di adolescenti della parrocchia di Picenengo segnalati dal parroco con Bruno Bignami e ad Alessandro Ginevra, quindicenne residente a Cremona, segnalato da Giuseppe Garioni, responsabile dell’associazione Cadash Viscontea onlus.
I destinatari del premio sono stati individuati dall’apposita commissione, riunitasi il 4 novembre scorso, presieduta dal sindaco Gianluca Galimberti, e composta dall’assessore alla Trasparenza e Vivibilità Sociale sociale Rosita Viola, dalla signora Marilena Antonioli e Claudio Bodini in qualità di rappresentanti delle famiglie Bittanti – Antonioli, promotrici del premio, da Barbara Azzali, delegata da Francesca Bianchessi, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, e da don Mario Barbieri, designato dalla Curia di Cremona.
La Commissione ha inoltre deciso, per i prossimi due anni, di prevedere un convegno sul tema della bontà e, in occasione del 50° anniversario della scomparsa della signora Lidia Bittanti, avvenuta il 18 novembre 1966, una pubblicazione sul Premio di bontà, una sorta di Albo d’onore di tutti i premiati e, a memoria del premio, le pagine più significative di questa iniziativa giunta ormai alla 37a edizione.
Nel salutare i numerosi ospiti presenti, il sindaco Gianluca Galimberti ha sottolineato che la bontà è fatta di gesti semplici e silenziosi che avvengono nella normalità dell’esistenza quotidiana, trasformandosi poi in una scelta di vita, in una strada perché si impara ad essere e a comportarsi in un determinato modo.
Lidia Bittanti, morta a Cremona il 18 novembre 1966 a 60 anni, sposata ma senza figli, alla guida di una piccola industria, aveva espresso il desiderio che, alla sua morte, venissero riconosciuti atti di bontà compiuti da ragazzi minori residenti in città e in uno dei Comuni della provincia di Cremona.

Queste le motivazioni per il premio ad Alessandro Ginevra: “Perché vive con naturalezza e semplicità esperienze di profonda solidarietà in famiglia, nel mondo dello sport e del volontariato sociale Alessandro è un ragazzo volenteroso con una peculiare attenzione al prossimo nonostante la sua giovane età. Quinto di sei fratelli, la sua è una famiglia da sempre aperta verso l’accoglienza, aderente all’associazione “Il Girasole” che si occupa dell’affido di bambini e ragazzi. Alessandro partecipa attivamente allo sforzo della famiglia, impegnando parte del proprio tempo libero per restare con due bambini gemelli di 9 anni, di nazionalità cinese, affidati ai Ginevra. Questo non gli impedisce di applicarsi, con brillanti risultati, negli studi e nell’attività sportiva: pratica infatti il calcio nell’Associazione Dilettantistica Torrazzo Victor, dove è capitano della squadra degli allievi, distinguendosi per la sensibilità e l’attenzione per i propri compagni di squadra. Quando è libero dagli impegni scolastici, Alessandro svolge piccoli lavori di pulizia e giardinaggio negli impianti sportivi comunali dove gioca la Torrazzo Victor, oppure si prodiga per famiglie in difficoltà andando a fare la spesa o sbrigando altre incombenze. Soprattutto nel periodo estivo, come volontario dell’Associazione Cadash, accompagna gli anziani non auto sufficienti che frequentano il Centro diurno Barbieri di via 11 Febbraio, il Centro diurno Ozanam di via Milazzo ed i Centri diurni di Cremona Solidale. Da segnalare infine che, lo scorso mese di luglio, Alessandro ha svolto un periodo di attività al SERMIG (Servizio Missionario Giovani) di Torino”.

Motivazione del premio ai ragazzi dell’oratorio di Picenengo: “Il gruppo di ragazzi sperimenta l’esperienza della solidarietà come momento collettivo e condiviso, al servizio di situazioni di fragilità presenti nel loro quartiere, favorendo integrazione sociale e crescita. Dieci adolescenti dell’oratorio di Picenengo (Alberto Brero, Lucia Trabucchi, Linda Guarneri, Elena Rizzi, Rania Haile, Francesco Boschiazzo, Riccardo Mattarozzi, Luna Bernardelli, Filippo Anselmi, Letizia Guarneri), di età compresa tra i 15 e i 19 anni, per il secondo anno consecutivo hanno attivato l’iniziativa denominata Lab-Oratorio. Si tratta di un doposcuola che si prefigge l’intento di coinvolgere i bambini del quartiere cercando di lavorare sull’integrazione. Alcuni di loro provengono infatti da famiglie di profughi che risiedono nell’edificio delle ex scuole di Picenengo seguite anche dagli assistenti del Servizi Sociali del Comune. Gli adolescenti, accompagnati dal loro catechista, Matteo Lanzanova, hanno coinvolto alcuni adulti che potessero fare da riferimento e hanno aperto l’oratorio il lunedì, il giovedì ed il venerdì, dalle 16.30 alle 18.30, per l’attività di doposcuola e per organizzare attività e giochi. L’iniziativa si è andata consolidando nel tempo e i bambini attualmente seguiti sono 13 (italiani, ghanesi, indiani, kosovari, rumeni e nigeriani)”.

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