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Tagli alle Province, a rischio anche servizi essenziali

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Le preoccupazioni sul futuro della Provincia sono piuttosto tangibili. Non le nasconde il presidente, Vezzini, che nei giorni scorsi ha partecipato all’incontro dell’Unione province lombarde: il bilancio 2014 è consolidato e approvato, ma nel 2015, se passassero i tagli, potrebbe diventare più complicato far quadrare i conti. A rischio sarebbero soprattutto i servizi essenziali che la Provincia offre ai cittadini: strade, trasporto pubblico ed edifici scolastici.

Presidente Vezzini, la situazione della Provincia non è certo delle più rosee, a causa della scarsità di risorse: quanto ancora si potrà andare avanti con i fondi attualmente disponibili?

“A fronte anche dell’ultimo incontro avuto a Milano alla presenza di sindaci, presidenti delle Province e referenti istituzionali della Regione Lombardia oltre che delle Rsu, lo scenario che davanti a noi si dipana, soprattutto sul versante delle risorse economiche, è legato agli indirizzi collegati alla Legge di stabilità 2015 che, approvata alla Camera, è all’esame del Senato;  in tale passaggio istituzionale di approvazione è in corso una trattativa tra Upi e Governo al fine di assicurare le risorse necessarie per i servizi ai cittadini.
Ricordiamo che gli equilibri di bilancio per l’anno in corso sono già stati certificati ed il consiglio provinciale ha approvato l’assestamento finanziario 2014”.

Se il Governo conferma i tagli previsti, cosa succederà?

“Se la trattativa in corso sulle risorse finanziari non va in porto, questi tagli potrebbero avere come diretta conseguenza una rimodulazione dei servizi che le province offrono ai cittadini, come la sicurezza delle strade, il sistema del trasporto pubblico locale e la gestione degli edifici scolastici”.

Che ne sarà dei dipendenti?

“Il modello che si sta delineando prevede che alle province lombarde rimangano sostanzialmente soltanto le funzioni fondamentali previste dalla legge Delrio (infrastrutture, mobilità e trasporto pubblico locale – programmazione provinciale della rete scolastica – ambiente – pianificazione territoriale di coordinamento di area vasta – polizia locale e protezione civile), mentre tutte le altre deleghe oggi esercitate dalle province dovrebbero andare verso il trasferimento di competenze e personale a Regione Lombardia (lavoro – agricoltura, caccia e pesca – politiche per la famiglia, solidarietà sociale e volontariato).  E’ ancora aperto il ragionamento per quanto riguarda i settori del turismo (che potrebbe rimanere in capo alle province per il 2015 in occasione della promozione di Expo) e della cultura (possibile il trasferimento ai comuni).

In questo scenario si è calcolato che potrebbero essere trasferite dalle province alla regione circa il 50% delle risorse materiali e umane. Si ricorda che la Legge di Stabilità incentiverà, a tal proposito, il trasferimento di personale all’interno della pubblica amministrazione tra enti diversi e tra tutte le varie articolazioni dello Stato (ad esempio dalle province ai tribunali, ecc…), nonché la possibilità di prepensionamenti in  deroga alle legge Fornero”.

In che modo la Provincia di Cremona gestirà la situazione?

“Vi sono delle priorità nelle funzioni fondamentali che meritano ugual analisi avendo dirette conseguenze sul territorio e sulle comunità locali, per fare un esempio, dall’edilizia scolastica alla sicurezza stradale. Faremo ogni sforzo per garantire il minimo necessario su tutto il territorio, garantendo i servizi essenziali.
Non solo: tra questi servizi vi sono anche opere e progetti già avviati, essenziale quindi il completamento delle opere preventivate, tra cui quelle collegate alla riqualificazione della Paullese”.

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