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Svolta nell'omicidio Gobbi Arrestato il cognato della vittima

La malavita sembrerebbe non c’entrare con la morte di Giorgio Gobbi, il 43enne trovato morto una settimana fa nel parcheggio di un centro commerciale a Parma all’interno della sua Range Rover. Sarebbero stati gravi dissidi famigliari a causare l’omicidio, per i quali di carabinieri di Parma hanno arrestato questa mattina il cognato della vittima, Luciano Bonazzoli, 48 anni, residente a Gottolengo, provincia di Brescia. L’arma utilizzata, un fucile  da caccia, era detenuta illegalmente. Una conferenza stampa presso il comando del reparto operativo dell’Arma a Parma ha fatto chiarezza sugli ultimi sviluppi della vicenda, che ha i contorni di una resa di conti all’interno dell’ambito famigliare per debiti non pagati. Secondo quando sta emergendo, Bonazzoli aveva ricevuto in consegna  un’ingente quantità di preziosi dal Gobbi, con l’impegno a restituirli, ma li aveva “bruciati” al videopoker. Rendendosi conto di non poterli più restituire, ha perso la testa freddando il cognato con due colpi di fucile. Gobbi  è stato ucciso a Viadana, dove Bonazzoli gestisce una ditta di prevenzione infortuni: qui sarebbe stato attirato probabilmente con la scusa della restituzione del maltolto. Quindi il cadavere è stato occultato nella Range Rover fatta ritrovare a Parma. Bonazzoli è stato arrestato con l’accusa di omicidio, occultamento di cadavere, porto e detenzione illegale di armi.

L’autopsia aveva già fatto chiarezza sulle cause della morte: due colpi di fucile da caccia, arma che male si accorda con quelle in uso negli ambienti malavitosi.

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