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Ex sanatorio Maderno, vendita a giorni previsto introito di 13,8 milioni

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Tra i mille problemi in cui si dibatte l’amministrazione provinciale, sembra finalmente concretizzarsi la vendita dell’ex sanatorio di Toscolano Maderno, l’immobile di proprietà della Provincia situato sul lago di Garda ed utilizzato per alcuni anni dall’Istituto ospedaliero di Sospiro. Uno dei pezzi da novanta del patrimonio immobiliare pubblico, che negli anni andati la Provincia aveva cercato di valorizzare facendolo diventare sede di corsi di formazione specialistica per operatori sanitari, ma che oggi si piega alle esigenze di un bilancio sempre più magro. Entro l’anno dovrebbe andare in porto la cessione, attraverso il fondo Eridano, a cui era stato a suo tempo conferito l’immobile, insieme a quasi tutti gli altri beni dell’amministrazione provinciale. L’accelerazione dei tempi è contenuta in una determina di inizio dicembre del dirigente Affari legali della Provincia, che affida al notaio Laura Genio l’incarico di “predisporre una relazione notarile ultraventennale sulla proprietà e sulla libertà da trascrizioni e iscrizioni pregiudizievoli dell’immobile”, in vista della “vendita da perfezionarsi entro l’anno”.

Il valore del complesso – un tempo albergo Bristol ma anche conosciuto in riva al lago come hotel Cremonese, già luogo di cura per i malati di tubercolosi – è stimato in 13,8 milioni nell’ultimo elenco dei beni provinciali in cerca di valorizzazione. Si vocifera anche di chi potrebbe essere l’acquirente: la Cassa Depositi e Prestiti e il prezzo di vendita sarebbe proprio quello dell’ultima stima. Una precedente, tuttavia, risalente a sei anni fa quando il comune bresciano cambiò la destinazione dell’area, aveva fissato il valore del complesso immobiliare  in 16 milioni di euro. Si tratterebbe quindi di una svendita, ammesso che vada in porto.

L’immobile è decisamente il più importante dell’elenco dei beni da alienare, che vale complessivamente 71 milioni di euro. La vendita viene gestita dal fondo Immobiliare Eridano, a cui l’immobile  è stato conferito, nel contesto del protocollo d’intesa siglato quest’anno tra Asl, Regione Lombardia, Provincia e lo stesso fondo, comprendente altri due immobili di proprietà della Regione, che la stessa ha intenzione di dismettere:  la sede territoriale di via Dante e parte del complesso ex Stalloni di Crema, che in parte sarà  venduto e in parte riqualificato come nuova sede dell’Asl cremasca.

Non ci sarebbero invece compratori per un altro immobile della Provincia in disuso da tempo, quello nella località montana di Borno, del valore di poco inferiore ai 3 milioni.

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