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Muti trascinante al Ponchielli Un appello al valore della cultura

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foto Silvia Lelli

Una pioggia intensa di biglietti colorati dal loggione con scritto: “Grazie Maestro Muti per averci donato una meravigliosa orchestra italiana. Buon compleanno ‘Cherubini’, siete voi i giovani del nostro futuro migliore”. E’ il finale di una straordinaria serata di musica e cultura al Teatro Ponchielli per l’ultimo concerto della tournée dell’orchestra sinfonica per under 30 voluta e presa per mano da Riccardo Muti. E gli applausi e l’entusiasmo sono stati contagiosi (e meritatissimi) non solo per la vivacità dell’esecuzione (la Quarta di Schubert e la Quinta sinfonia di Tchaikovsky) ma anche per le parole del maestro. Il grande direttore d’orchestra ha voluto sottolineare prima del bis con l’ouverture della Giovanna d’Arco di Verdi, il ruolo della cultura, dei teatri, della italianità nella musica e nella storia. Ed ha avuto grandi parole per Cremona, per i suoi violini, per i suoi Ponchielli e soprattutto Monteverdi, per un teatro che fa invidia a tutto il mondo.

Anche una nota polemica verso chi, a livello politico, ha snobbato la cultura e la musica, da sostenere e finanziare perché è nel nostro Dna e tutti ce le invidiano. Ha invitato comune, provincia (quel che resta), regione e governo a sostenere il teatro da cui deve nascere un sistema culturale. Perché, e l’ha detto in napoletano che rende benissimo, “Senza denari non se canta messa”. L’orchestra Cherubini ha reso il meglio di sé con Tchaikosvky, trascinando nell’esecuzione il pubblico ammaliato dalla musica e dalla straordinaria capacità interpretativa di questi giovani (grandi i fiati e le percussioni) ormai pronti al decollo professionale. Applausi a non finire, mani che non si staccano di battere, il volo dei biglietti di ringraziamento, e lo stupendo finale del bis con Verdi. Una serata indimenticabile per il nostro teatro (da tempo esaurito per l’evento dell’anno) e la nostra cultura.

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