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Ora di religione a scuola: la seguono 83 cremonesi su 100

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A Cremona i giovani scelgono l’ora di religione a scuola. Secondo i dati forniti da don Claudio Anselmi, responsabile dell’Ufficio di pastorale scolastica delle Diocesi di Cremona, 83 giovani cremonesi su 100 partecipano infatti alla lezione di religione, in controtendenza con i dati nazionali. Sono infatti solo 17 su 100 i giovani che invece non la seguono.

“L’abbandono dell’ora di religione dalle aule scolastiche, come vorrebbe far credere qualcuno, non solo è tutto da verificare, ma soprattutto da leggere e capire” evidenzia don Anselmi in un intervento pubblicato sul sito della Diocesi, in cui riprende le parole del pontefice. “Papa Francesco, parlando ad un gruppo di studenti con la sua profondità di pensiero e semplicità di comunicazione, dice che: ‘La scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita. Come vi aiuta a crescere la scuola? Vi aiuta non solo nello sviluppare la vostra intelligenza, ma per una formazione integrale di tutte le componenti della vostra personalità’. Solo offrendo un confronto culturale serio con la religione cristiana, che nel cattolicesimo é patrimonio del popolo italiano, si può aiutare le nuove generazione a crescere liberi e cittadini del mondo. Si tratta di fare cultura e di promuovere cultura, compito identitario della scuola, a cui l’Irc (Insegnamento della religione cattolica), oggi più di ieri, vuole dare il suo specifico e imprescindibile contributo”.

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Commenti
  • Zac!

    L’articolo mi sembra un po’ superficiale: il Giornalista si è documentato presso il Provveditorato agli Studi per verificare i dati, raccolti da una fonte indubbiamente autorevole, ma altrettanto indubbiamente, di parte?

    Oltre a ciò, l’articolo riporta supinamente quanto dichiarato da un esponente della Diocesi che propone un sillogismo pericoloso: la Scuola forma le persone, il confronto è altamente formativo, l’insegnamento della religione Cristiana Cattolica è necessario, in quanto patrimonio culturale.
    Non sono d’accordo: l’Italia sta cambiando da molti anni, il patrimonio culturale di un popolo è costituito da moltissimi elementi, non può certo prevalere uno solo, no?
    Quante ore settimanali vengono svolte a scuola per l’educazione civica? Vogliamo davvero cittadini che sanno a memoria il Gloria ma considerano il bene pubblico come una pattumiera?