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Pesca di frodo nel Naviglio Civico Sequestro della Polizia provinciale

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Sono perlopiù di nazionalità bulgara e romena, i pescatori di frodo scoperti dalla Polizia provinciale, poco dopo Natale. I controlli sono stati effettuati nell’ambito del monitoraggio dei corsi d’acqua minori e del Po a tutela della fauna ittica, dando così seguito a numerose segnalazioni di cittadini. Il bracconaggio del pesce veniva posto in essere nel naviglio civico della città, tra i comuni di Casalbuttano e Castelverde, dove è in corso la sistemazione delle difese spondali e l’altezza del corso d’acqua è di pochi centimetri. La cattura del pesce avveniva con mezzi non consentiti come fiocina, guade e reti, posizionandosi nei tratti dove le buche favoriscono l’ammassamento del pesce.

Un tempo il fenomeno del bracconaggio si limitava alla cattura di specie pregiate nei periodi di asciutta dei fossi, ora per via delle nutrie e dell’inquinamento i pescatori locali sono spariti e il loro posto è stato preso dagli stranieri. Che non si pongono limiti di cattura e di specie. I controlli hanno evidenziato come le persone si presentavano nello stesso posto per più giorni; si tratta di residenti di fuori provincia o di comuni distanti dal luogo di pesca. L’attività di controllo ha portato ad accertare illeciti di natura amministrativa per l’utilizzo di attrezzi non consentiti, oltre al superamento della  quantità giornaliera del pescato e la pesca di fauna ittica in misura non consentita. Tutto il pesce è stato sequestrato (carpe, tinche, barbi e cavedani) e poi liberato; sequestrati anche gli attrezzi e comminate  sanzioni di alcune centinaia di euro.

Simone Bacchetta

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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