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Stazione di Cremona, allarme incuria Degrado e bivacchi a cielo aperto

stazione

La stazione di Cremona, che dovrebbe essere la porta d’ingresso e la vetrina per i turisti che giungono in città, versa in uno stato di completo degrado e si è trasformata in un bivacco per extracomunitari.

Sono molte le lamentele da parte dei residenti, degli esercenti della zona, ma anche dei viaggiatori. Il verde che un tempo era abbondante e ben curato, ora è trascurato e abbandonato; quell’illuminazione avveniristica, con 40 corpi luminosi attorno al giardino centrale e altri 40 a raso, ora non esiste più: le lampade o non si accendono o sono state distrutte. Fili elettrici fuoriescono pericolosamente da un lampione, la pavimentazione in pietra di Sarnico, levigata con inserti di Botticino, in alcuni tratti è sconnessa e pericolosa; ma la cosa più grave è che, soprattutto nelle ore serali, cresce la paura, a causa anche dei pochi controlli.

La riqualificazione, durata circa un anno e mezzo e inaugurata nel 2009 con la giunta Corada, complessivamente costò 3 milioni e 200 mila euro. Fu progettata dallo studio Nonis di Milano insieme alla ditta Colosio di Seriate. Il progetto di riqualificazione del piazzale partì nel 2003 quando il Comune sottoscrisse con Regione Lombardia, Provincia e Rete ferroviaria Italia, uno specifico accordo per la realizzazione del nodo di interscambio di Cremona. Ora, però, resta solo l’incuria.

 

 

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