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Rubò foglio da 0,10 centesimi: prosciolto Labbate dopo 4 processi

labbate

Quattro processi per il furto di un foglio del valore di 0,10 centesimi. Oggi, a mettere la parola fine a questo lungo iter giudiziario, è stato il giudice Pierpaolo Beluzzi, che ha riqualificato il fatto da furto in abitazione a quello meno grave di furto punibile a querela dell’offeso, e ha dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela. Sotto accusa c’era Giampiero Labbate, ex dipendente del Monte dei Paschi di Siena, da anni in guerra con la banca per una causa di lavoro, prosciolto, nel 2010, dall’accusa di aver rubato dagli uffici della procura un foglio con i numeri di telefono interni degli uffici dei magistrati. “Numeri interni”, ha sempre argomentato la difesa, “non riservati, numeri che si trovano anche all’Ordine degli avvocati”. Il 12 novembre del 2010, nell’accogliere la richiesta del pm Cinzia Piccioni, il gup Guido Salvini aveva disposto il “non doversi procedere perché il fatto non sussiste”. La sentenza, però, era stata impugnata e il caso era finito prima in corte d’appello, e poi in Cassazione, che aveva annullato la decisione con rinvio per un nuovo giudizio al tribunale di Cremona conclusosi oggi con la sentenza di non luogo a procedere (anche il pm onorario Silvia Manfredi ha chiesto l’assoluzione). “Quanto costano alla collettività quattro processi per un foglio da 0,10/centesimi ?”, aveva commentato a suo tempo lo stesso Labbate, che quel foglio, rubato il 13 maggio del 2009, lo aveva poi restituito via raccomandata. Da anni l’ex dipendente del Monte dei Paschi, in questo procedimento difeso dall’avvocato Mario Tacchinardi, lotta per attirare l’attenzione sul suo caso. Numerosi gli episodi di danneggiamenti dei bancomat dell’istituto di credito ad opera di Labbate, che si è autodenunciato, e le proteste davanti a palazzo di giustizia per farsi ascoltare.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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