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99 Posse, concerto senza disordini 400 partecipanti da provincia e fuori

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foto Sessa

AGGIORNAMENTO ORE 23,45 – La band napoletana dei 99 Posse arriva puntuale al centro sociale Dordoni, a bordo di un furgone bianco, poco dopo le 19, accompagnata dagli attivisti cremonesi. Di lì a poco, nella sede, si svolgerà la presentazione del loro libro, “Curre curre guagliò. Storia dei 99 Posse” e verranno illustrate le ragioni del concerto: raccolta fondi per Emilio Visigalli. Poca gente all’arrivo, che va via via infittendosi con l’avvicinarsi dell’orario del concerto, previsto per le 22. In via Mantova traffico sempre scorrevole; chiusa invece via Geromini, presidiata dalle forze dell’ordine. Sono duecento tra poliziotti e carabinieri a pattugliare la zona, più altri 50 nel cortile della poco distante Polizia Locale.

Situazione estremamente tranquilla intorno alle 22, a concerto non ancora iniziato. Fuori dal centro Dordoni si trovano ormai circa 150 persone in attesa che il concerto inizi, cosa che avviene alle 22,15. Con gli arrivi successivi (soprattutto da Cremona, provincia e in misura inferiore da più lontano)  il numero sale ad almeno 400 persone (500 per gli organizzatori). Cori in onore di Emilio risuonano dalla sala. Il figlio Marco prende la parola per ringraziare tutti i presenti, ricordando che il padre “lotta ancora, come ha sempre fatto, per un mondo di libertà e giustizia sociale”. Alle 23,45 il concerto volge al termine.

PARLA L’AGENTE ROSARIO DELLO IACOVO – E’ il manager del gruppo, Rosario Dello Iacovo, poco dopo le 19 nello spazio esterno al centro sociale, a parlare coi giornalisti, tornando sull’argomento del post comparso qualche giorno fa sulla pagina Facebook del gruppo. “Si è parlato più di un post che della violenza ai danni di Emilio. Quel post, provocatorio, da cartellino arancione, è stato estrapolato ma si inserisce in una discussione scatenata da un post precedente ed è stato scritto quando non avevamo ancora saputo delle violenze. Il senso è questo: non si possono cambiare le cose solo con le tastiere, ma bisogna partecipare. C’è un problema col fascismo che sta risorgendo e che viene sdoganato politicamente. Come si può permettere a CasaPound di agire, quando si definiscono ‘fascisti del terzo millennio?’.  Il corteo? Io non c’ero, da quanto ho letto sembra che si volesse arrivare fino alla ex sede di CasaPound e forse la situazione è un po’ sfuggita di mano”. Dai resoconti della giornata di sabato 24 gennaio, ha aggiunto, “credevo di arrivare a Cremona e trovare una città distrutta, ma ho trovato invece la solita città sonnacchiosa” (dove era venuto per una partita del Napoli).  “La società – ha detto ancora – si cambia con l’impegno civile partecipando, si spera pacificamente. Ma c’è il diritto all’autodifesa”.

Dello Iacovo ha parlato anche dei violentissimi botta e risposta tra estrema destra ed estrema sinistra che contrassegnarono gli scorsi decenni e di un’estrema sinistra che si è allontanata dall’attività più ‘militarista’, ricordando anche che membri del gruppo sono stati vittime di violenze.

Precedentemente in giornata, l’attivista del Dordoni Michele Arena aveva già spiegato all’emittente Radio Onda d’Urto, le motivazioni della serata: “Stasera con la presentazione del libro sulla storia dei 99 Posse, inizierà la serata benefit per un raccolta fondi da destinare ad Emilio e alla sua famiglia. Sarà una serata importante per ribadire la vicinanza e la solidarietà al compagno e alla sua famiglia, perché dovranno affrontare un periodo complesso e ci vorranno tanti soldi per la futura riabilitazione. Ma soprattutto perchè Emilio, che era una delle due  persone che rappresentavano un’entrata garantita per la famiglia, per  dei mesi non avrà più stipendio e si dovrà sottoporre a lunghe cure. E’ importante aiutare Emilio e ribadire la solidarietà per un compagno aggredito e che non solo con il corteo di sabato, grandissimo corteo determinato, ma anche adesso e nei mesi successivi con iniziative di solidarietà concreta, militante e attiva, si vuole ribadire il no al fascismo e a tutti i suoi sostenitori in doppio petto”.

In ospedale, dove l’antagonista è ancora ricoverato in prognosi riservata, la situazione in giornata è stata stazionaria. Non ci sono stati  interventi particolari, per quanto riguarda la Tac i medici hanno detto che avrebbero aspettato un po’ di giorni per confrontare i risultati. Nella giornata precedente c’era stato l’intervento chirurgico al polmone, andato bene, e anche al cervello la situazione pare migliore di quanto non sembrasse all’inizio, anche se ci sono danni che andranno valutati.

m.f. – g.b.- s.p.

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