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'Così abbiamo arrestato i rapinatori dell'anziano e la mandante 54enne' L'indagine dei carabinieri

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Sopra, l’auto ripresa da una telecamera e il luogotenente Foglia, il tenente colonnello Lenti e il capitano Propato

Un’indagine complessa ma che alla fine ha dato i suoi frutti quella che ha portato i carabinieri a eseguire complessivamente cinque misure cautelari (tre delle quali ieri mattina) per una rapina da decine di migliaia di euro compiuta ai danni di un 79enne a Cavatigozzi. Fra gli arrestati, tutti italiani, una ex dipendente di un compro oro (ora chiuso) di Cremona, indicata come la promotrice del colpo. A delineare le investigazioni (sviluppate minuziosamente anche incrociando dati telefonici e per le quali è risultato importante un dettaglio, i cerchi in lega di un’automobile in movimento ripresa dalla telecamera di un bar della zona di via Milano) sono stati giovedì mattina il tenente colonnello Cesare Mario Lenti, comandante provinciale, il capitano Livio Propato, comandante della compagnia cremonese, e il luogotenente Angelo Foglia, comandante del nucleo operativo dell’Arma attivato per fare luce sulla rapina avvenuta il 6 settembre 2013 (un pensionato esperto nella riparazione di piccola gioielleria immobilizzato nella sua abitazione-laboratorio e alleggerito di 60mila euro, di tre chili di oro e di quattro chili di argento). A coordinare l’inchiesta il pm Fabio Saponara, a valutate le risultanze per i provvedimenti di arresto (rapina aggravata in concorso) il giudice per le indagini preliminari Letizia Platè.

“Due misure cautelari sono state eseguite non molto tempo dopo la rapina”, ha spiegato il capitano Propato, ma la notizia è rimasta negli ambienti investigativi fino a poche ore fa per non compromettere gli accertamenti. Circa un mese dopo il fatto è finito in arresto un 25enne di Gabbioneta con piccoli precedenti (L.Y., dei soggetti coinvolti sono note solo le iniziali) accusato di aver eseguito un sopralluogo alcuni giorni prima del colpo entrando nell’abitazione dell’anziano con la scusa di voler riparare un orologio. Nella casa del 25enne è stata trovata una borsa riconosciuta dal 79enne e notata pure da almeno un vicino quel giorno secondo quanto spiegato dai carabinieri: tale borsa era stata utilizzata dal ragazzo di Gabbioneta per farsi aprire dall’anziano portando al suo interno un grosso orologio da far aggiustare e successivamente i rapinatori l’avevano fatta sparire dalla casa della vittima presa di mira, dove era rimasta. Un paio di mesi dopo la rapina è finito in arresto un 28enne di Gadesco con precedenti per reati contro il patrimonio (C.F.), si tratta del proprietario del veicolo sospetto segnalato da alcune testimonianze e ripreso per pochi istanti dalla telecamera di un bar non lontano, un video in cui non è leggibile la targa della macchina, una Ford Fiesta grigia, ma che permette di notare un particolare tipo di cerchi in lega, cosa che ha ristretto il campo delle ricerche. Quest’ultimo soggetto è indicato come uno degli autori della rapina assieme a un 31enne di Cremona (B.M.) e un 29enne di San Daniele (M.M.) arrestati ieri e ad un 30enne di Castelverde (T.G.B.) la cui posizione è stata definita più “sfumata” e nei confronti del quale non è scattato l’arresto (anche in virtù di un percorso di recupero già avviato). Qualcuno ha cercato di difendersi con degli alibi (“ero a lavoro”, “ero fuori città”) che non hanno retto alle verifiche dei militari dell’Arma.

Fra i tre arrestati di ieri, come accennato, figura una ex dipendente di un compro oro di via Dante ora chiuso. La donna, una mamma 54enne di Spinadesco (S.A.), è accusata di aver “promosso la rapina rivolgendosi al 28enne di Gadesco, cliente del compro oro che a sua volta si è mosso coinvolgendo altri soggetti” (si parla principalmente di uomini “assoldati” in ambienti legati alla droga secondo i militari). Gli investigatori sono arrivati a lei con verifiche partite da una dichiarazione messa a verbale dall’anziano in cui si parla di un tentativo di vendita non andato a buon fine (mancato accordo sul prezzo) di materiali preziosi (successivamente sottratti con la rapina in casa) proprio dentro il compro oro di via Dante in cui lavorava la donna, materiali preziosi dei quali l’anziano non aveva parlato in giro. Il 25enne di Gabbioneta e il 28enne di Gadesco (i primi due arrestati) sono stati scarcerati a metà 2014 in attesa delle decisioni del tribunale, mentre la 54enne, il 31enne di Cremona e il 29enne di San Daniele sono ora in cella dopo gli arresti di ieri. L’ex dipendente del compro ora sembra essere stata anche beffata: stando a quanto accertato dai carabinieri non risulta le sia stata mai consegnata la sua parte di refurtiva (bottino speso e fatto sparire dagli esecutori materiali).

Soddisfatto per il risultato ottenuto il comandante provinciale Lenti, che ha parlato di un “fatto grave, la rapina, sul quale hanno lavorato con attenzione con un’indagine non semplice i militari dell’Arma”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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