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'Sequestrò' lucciola per amore, ex cliente finisce a processo

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Si era innamorato di lei e pretendeva che smettesse di fare la prostituta per diventare la sua fidanzata. Ma lei, già fidanzata con il suo protettore, non ne voleva sapere, tanto che si era presentata dai carabinieri per sporgere denuncia contro l’ex cliente “perché volevo che la smettesse di seguirmi”, ha detto oggi in aula la presunta vittima, una romena di 25 anni. A processo, però, Massimo, l’imputato, un cremonese, non ci è finito per stalking, ma per sequestro di persona. Per l’accusa, infatti, aveva rinchiuso la 25enne nella sua auto per una notte intera. Oggi la romena, che non fa più la prostituta e che non ha più visto l’imputato, ha chiesto al giudice se ci fosse la possibilità di rimettere la querela, ma il reato è procedibile d’ufficio, e quindi il processo deve per forza continuare. Massimo aveva conosciuto la lucciola romena lungo la Paullese. Era stato suo cliente e se n’era innamorato. Voleva che smettesse di fare la prostituta e che diventasse la sua fidanzata. “Avevamo litigato per questo”, ha detto la donna al giudice. Massimo era talmente ossessionato da lei che per un mese l’aveva seguita, pedinata e osservata. “Spesso me lo sono trovato anche davanti a casa”, ha raccontato l’ex prostituta. Il 19 luglio del 2012, stando a quanto raccontato dalla presunta vittima, lei era al lavoro sulla Paullese quando lui l’aveva raggiunta, chiedendole di parlare per un’ultima volta. “Mi ha fatto salire in macchina”, ha spiegato la romena, “e poi mi ha portato via con la forza. Abbiamo viaggiato per un’ora e mezza, forse due, e mi ha portato in montagna, ma io non volevo stare con lui”. La destinazione era una piazza di Bergamo Alta. L’imputato voleva alloggiare in un albergo che però quella sera era chiuso. “Così siamo stati in macchina”, ha raccontato la 25enne. “Mi ha preso il cellulare e abbiamo dormito in auto”. “Ma lei non poteva uscire?”, le ha chiesto il pm onorario Silvia Manfredi. “Sì”, è stata la risposta, “ma era buio, non c’era nessuno, non sapevo dove andare”. Il giorno dopo la coppia si era presentata in un altro albergo, dove aveva fatto colazione e preso una camera. “Perché non ha detto niente a nessuno?, le ha chiesto il giudice, “magari al portiere dell’hotel?. Perché non ha detto che aveva paura e che aveva bisogno di aiuto?”. “Perché non volevo agitarlo”, ha risposto la giovane. “Lo avevo rassicurato, dicendogli che sarei rimasta con lui, ma solo per farlo calmare”. Una volta in camera, lui si era addormentato, e lei, una volta riuscita a riprendersi il cellulare, era fuggita dalla stanza, chiamando il fidanzato che era andato a prenderla in compagnia di un amico. Poi era scattata la denuncia presso i carabinieri. L’udienza è stata rinviata al prossimo 22 aprile per sentire altri testimoni, tra cui il fidanzato della ragazza e l’amico, che sembra abbia fornito una versione dei fatti diversa rispetto a quella della 25enne romena.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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