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Caos normativo, Comune costretto a congelare l'ingresso dei cinque vigili

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La farraginosa normativa che sta smantellando le Province produce i suoi effetti anche sul Comune. Il comando della Polizia Locale dovrà fare a meno ancora per un po’ delle cinque nuove unità che il Comune intendeva immettere nell’organico dal mese di marzo. La procedura di mobilità tra enti tesa alla selezione di cinque agenti di categoria è stata infatti congelata in attesa di chiarimenti sul passaggio del personale delle Province nei Comuni.

La circolare del ministro Madia del 30 gennaio 2015 infatti prevede il blocco delle procedure di assunzione per mobilità tra enti (in questo caso, il Comune) e dispone di dare priorità alla ricollocazione del personale sovrannumerario delle Province. Va detto però che la normativa è tutt’altro che chiara, perchè ad esempio, proprio il settore della Polizia provinciale potrebbe essere escluso da questa modalità di ricollocazione essendo previsto per questi dipendenti (al pari del Settore Lavoro) percorsi di ricollocazione diversi da quelli riservati alle funzioni che i nuovi enti di area vasta perderanno.

Insomma, un caos nel quale nemmeno gli addetti ai lavori sanno al momento districarsi. Per cautela e per non esporsi a ricorsi, l’ufficio personale del Comune relazionerà alla giunta sulle difficoltà a eseguire entro i termini stabiliti le procedure per l’assunzione dei 5 vigili.  11 le domande pervenute entro il termine, uno solo il dipendente della Provincia che ha fatto domanda.

Il caso della Polizia Provinciale era stato citato dal dirigente della provincia Massimo Placchi nell’incontro di martedì scorso in san Vitale con i dipendenti. Per esemplificare il caos nel quale sono costretti a muoversi i dipendenti dell’ente in trasformazione, ha citato proprio il caso del corpo di Polizia Provinciale. Da un lato c’è la tentazione di rivolgersi verse altre pubbliche amministrazioni, come appunto il Comune; dall’altra il personale  teme di abbandonare i ranghi dell’amministrazione provinciale, non sapendo ancora chi assumerà le competenze al posto dell’ente di Area vasta.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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