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Detenuto appicca fuoco in cella, polizia penitenziaria scongiura peggio

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Altri episodi spiacevoli di cronaca all’interno del carcere di Cremona, con un detenuto che ha dato fuoco a un materasso e un agente di custodia che durante una perquisizione si è punto con una macchinetta per i tatuaggi. E nuova richiesta di ispezione ministeriale dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (“mancano addirittura i guanti in lattice”).

“Oggi – dichiara commentando gli episodi Donato Capece, segretario generale del Sappe – un detenuto romeno ha dato fuoco ad un materasso in cella. Subito è intervenuto un agente che ha fatto uscire il detenuto e ha portato fuori anche il materasso, scongiurando in questo modo conseguenze peggiori. Lo stesso detenuto ha reagito al personale con offese e sputi”. “Un altro poliziotto – prosegue Capece – durante una perquisizione ordinaria si è punto un dito con una macchinetta dei tatuaggi ed ora è comprensibilmente in forte stato di ansia per l’accaduto. Si tenga conto che nel carcere di Cremona mancano anche i guanti in lattice e tutto ciò che occorrerebbe per operare in sicurezza”.

Martedì i vertici del Sappe (il neo segretario regionale Alfonso Greco e il segretario nazionale lombardo Franco Di Dio) incontreranno a Cremona i vertici locali del sindacato. “I problemi a Cremona ci sono, come in ogni penitenziario, ed è sbagliato – si legge in una nota del Sappe – affrettarsi a sminuire quel che è accaduto nei giorni scorsi (acqua bollente contro un agente e violento litigio in cella sedato dalla polizia penitenziaria, ndr). Non ha alcun senso. Certo, deve fare riflettere seriamente se un carcere come quello di Cremona, con una media di 300/350 detenuti presenti, ha un numero di tentati suicidi e di episodi di autolesionismo dei detenuti più alto rispetto a carceri con un numero significativamente più alto di detenuti presenti, come ad esempio quelli milanesi. Chiedere un’ispezione ministeriale vuol dire dare tutele e maggiori garanzie a coloro che in carcere lavorano in prima linea nelle sezioni detentive, ossia i poliziotti penitenziari”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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