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Beni artistici Mantova e Cremona vanno con Brescia

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Sempre più vicina la sparizione della Soprintendenza ai beni artistici ed etnoantropologici di Mantova, con competenza anche su Cremona e Brescia, nell’ambito della riforma delle strutture periferiche del Ministero della Cultura decisa dal governo. L’attuale dirigente, Giovanna Paolucci Strozzi, andrà a dirigere il Polo museale del Piemonte e le competenze del suo ufficio saranno accorpate a quelle della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Brescia diretta da Andrea Alberti, la cui azione interessa lo stesso bacino delle tre province. Palazzo Ducale di Mantova manterrà però una propria autonomia essendo stato inserito tra i musei di interesse nazionale. Non ancora ufficializzato se la sede della Soprintendenza resterà a Brescia (scelta più probabile, rispetto a Mantova).

Illustrando la riforma del Mibac, nei mesi scorsi, il ministro Franceschini ha parlato di “cambiamento profondo” che “rivoluziona il modello organizzativo dei beni culturali italiani”, l’amministrazione infatti viene resa “più snella, efficiente e economica” attraverso l’ammodernamento della struttura centrale e la semplificazione di quella periferica, l’integrazione definitiva tra cultura e turismo, la valorizzazione dei musei italiani. Ma anche con “il rilancio delle politiche di innovazione e formazione, la valorizzazione delle arti contemporanee, la revisione delle linee di comando tra centro e periferia, con la semplificazione delle procedure per ridurre i contenziosi”. Infine, ma non ultimo con il taglio delle figure dirigenziali: 37 dirigenti in meno.

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