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Ammanchi Croce Rossa No di Rizzi all'esame Acquisito interrogatorio

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Avrebbe dovuto concludersi oggi il processo contro l’ex commissario del comitato locale della Croce Rossa Mirko Rizzi, accusato di peculato, ma il giudice ha disposto l’esame di altri quattro testi prima di dichiarare chiuso il procedimento e pronunciare la sentenza.

La vicenda che vede coinvolto Rizzi risale alla fine del 2011, e riguarda l’ammanco di 16.095 euro scomparsi dalla cassaforte a muro custodita nel locale segreteria. Si trattava del ricavato della cena di gala organizzata dalla sezione femminile della Croce Rossa nell’ottobre del 2011.

Tra i documenti che nella scorsa udienza la difesa, rappresentata dagli avvocati Marco Bencivenga e Cristina Pugnoli, aveva chiesto di produrre, c’era anche una fattura di 10.780 euro per un catering di una manifestazione benefica. Che il denaro scomparso sia proprio  finito lì ?, aveva ipotizzato la difesa. Uno dei testi citati per la prossima udienza è proprio il titolare (o il gestore) della trattoria “Al Cavallino bianco” di Polesine Parmense, che sarà chiamato a confermare l’attività svolta in favore di Croce Rossa e per cui era stata emessa fattura. “E’ importante”, ha sottolineato l’avvocato Bencivenga, “fare un accertamento contabile che sia il più completo possibile”.

Gli altri tre testimoni, invece, sono ex dipendenti della Croce Rossa di Cremona, ora in servizio a Crema, che dovranno riferire su chi fossero le persone in possesso delle chiavi della stanza della cassaforte dove erano conservati anche i buoni pasto di cui i testi chiamati a testimoniare usufruivano.

Nella scorsa udienza, Rizzi aveva rinunciato a sottoporsi all’esame. Per questo motivo, in ordine alla sua “mancata disponibilità a rendere l’esame”, come ha fatto verbalizzare il presidente del collegio Maria Stella Leone (a latere i giudici Francesco Sora e Tiziana Lucini Paioni), si è deciso di acquisire il verbale dell’interrogatorio reso dall’imputato nel corso dell’indagine. “In quell’interrogatorio”, ha detto l’avvocato Bencivenga al termine dell’udienza, “il mio cliente aveva dichiarato la sua estraneità ai fatti”.

Si torna in aula, anche per la sentenza, il prossimo 5 maggio.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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