Ultim'ora
2 Commenti

Dopo le telefonate ora è polemica sulle slides sparite dalla presentazione in Regione

foto Sessa

Si chiude il capitolo telefonate e si apre quello delle slides sulle emissioni del termocombustore, eliminate per iniziativa del Comune dalla presentazione fatta da Aem Gestioni, in uno dei tavoli regionali sul decomissioning. Slides che dimostrano come le emissioni di NOx, diossina e gli altri parametri siano a norma di legge. L’amministrazione Galimberti avrebbe operato questa ‘forzatura’ circa le performance dell’impianto per dimostrare che sono peggiori di quelle che in realtà sono. Questa la nuova accusa uscita durante la seconda parte della commissione Vigilanza di mercoledì 25 marzo, convocata per chiarire se pressioni o semplici scambi di vedute siano state le telefonate tra l’assessore all’Ambiente Manfredini e l’ex presidente di Aem Gestioni Federico Zamboni. Una commissione con toni molto accesi, interruzioni reciproche e nervosismo e  che ha visto, dopo le spiegazioni della Manfredini (leggi qui), le puntualizzazioni del sindaco e dell’assessore al Bilancio Manzi, costantemente confutate dal consigliere Federico Fasani (Ncd), da Giorgio Everet (FI) e dallo stesso presidente Marcello Ventura.

La prima ora se n’era andata in una discussione politica e normativa sulla competenza di una commissione Vigilanza a discutere delle telefonate tra un assessore e un amministratore di azienda partecipata, di nomina politica. Con il segretario comunale Criscuolo che ha fatto balenare una possibile violazione della privacy nella divulgazione pubblica di conversazioni telefoniche senza il consenso dei diretti interessati.

La questione delle slides mancanti è stata posta da Federico Fasani (Ncd) a seguito di un accesso agli atti riguardanti i verbali di uno dei tavoli regionali sul decomissioning, uno dei tanti che si stanno svolgendo da mesi e che vedono riuniti tecnici di Aem, Provincia, Comune, Arpa e Regione. Galimberti, più volte sollecitato, alla fine ha ammesso che alcune slides siano state tolte. “Si trattava – ha spiegato – di dati particolarmente noti a chiunque gestisca un impianto di termocombustione. Nessuna volontà di celarli, io stesso ne ho parlato pubblicamente in alcune occasioni, anche durante incontri con comitati ambientalisti, ai quali io stesso ho esposto alcune perplessità.

“Dal punto di vista di inquinamento a funzionamento a regime – ha aggiunto il sindaco – non ci sono problemi, il nostro dubbio è sul nanoparticolato”. “E’ evidente – ha aggiunto Manfredini – che la Regione è perfettamente a conoscenza di quanto emette il nostro termocombustore”. Insomma, sarebbero state informazioni scarsamente significative per dimostrare l’efficienza dell’impianto, secondo l’amministrazione, che invece vuole approfondire la questione degli inquinanti aventi dimensioni infinitesimali. Non così per Fasani, che ha buon gioco a commentare: “E’ evidente,  si tolgono tutti quei dati che non fanno comodo”, allo scopo di mantenere una promessa elettorale, lo spegnimento dell’impianto.

L’altra accusa di Fasani è quella di aver occultato per mesi lo studio commissionato da Aem al Politecnico i cui contenuti sono stati divulgati in parte, nello stesso giorno della Vigilanza, dal quotidiano La Provincia. Per Fasani di occultamento vero e proprio si tratta, anche in questo caso, perchè quello studio sarebbe in contraddizione con la tesi dello spegnimento dell’inceneritore. “Non avete voluto diffonderlo solo perchè non vi faceva comodo, lo avete rispedito al mittente. Ma se è stato protocollato in Comune era vostro dovere esibirlo nel momento in cui come minoranza ve lo abbiamo chiesto più volte. E’ questo il vostro concetto di trasparenza?”.  A rispondere è l’assessore al Bilancio Manzi: “Mi sembrava di averlo già spiegato in consiglio comunale: quel documento non era nemmeno definibile una bozza, perchè non rispondeva a quanto richiesto dal consiglio comunale nella precedente amministrazione, quella in cui voi (il centrodestra, ndr) eravate in maggioranza. Infatti c’è una grande differenza tra richiedere uno studio di fattibilità (nel quale vanno valutate tutte le alternative, tecniche, economiche, di impatto derivanti da una scelta di dismissione ) e una valutazione tecnica. Questo era la bozza che ci era stata presentata in autunno, ritenuta insufficiente per rispondere al mandato del consiglio. O meglio: la precedente amministrazione aveva sbagliato il mandato dato ai consulenti, rispetto a quanto votato in consiglio. Non per niente il consulente ci ha chiesto altri sei mesi per completare lo studio e lo stiamo aspettando per maggio 2015. E poi c’è sempre un discorso di confronto, di scambio di opinioni e di aggiornamenti  tra committenti e consulenti, ogni volta che si commissiona uno studio. E’ da qui che nasce il percorso di valutazione che stiamo portando avanti”.

Sono le 20.30 quando la Vigilanza si conclude senza che nessuna delle due parti (maggioranza e opposizione) sembri scalfita nelle rispettive certezze.  Se quelle fatte a Zamboni siano state pressioni o semplici scambi di opinioni. Ma soprattutto, è il destino dell’inceneritore che appare totalmente incerto, con un’ amministrazione che sta cercando di evitare che venga inserito nella rete nazionale degli inceneritori e una realtà aziendale, quella del gestore Aem/Lgh, che teme fortemente questa prospettiva.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti