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Contraffazione e lavoro nero, chiuso dai Carabinieri laboratorio tessile

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In alto: la merce sequestrata e il laboratorio

Realizzavano capi d’abbigliamento presumibilmente contraffatti e alcuni dipendenti lavoravano in nero: questo hanno scoperto i carabinieri di Crema, insieme al nucleo di Carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Cremona, in seguito ad un controllo effettuato presso un laboratorio tessile di Offanengo.

L’operazione è scattata nell’ambito di una serie di controlli fatti al fine di contenere il fenomeno legato all’impiego di manodopera clandestina spesso in violazione della legislazione sul lavoro (ossia con utilizzo di lavoro nero), che spesso crea concorrenza sleale poiché permette di contenere i costi e conseguentemente offrire al pubblico prodotti a prezzi contenuti.

Così nella giornata di ieri gli uomini dell’Arma hanno fatto un blitz in alcune attività produttive presenti sul territorio gestite da imprenditori stranieri. In una di queste, un laboratorio tessile sito in via Marconi a Offanengo, gestito da una cittadina cinese, si sono accertate diverse violazioni penalmente rilevanti. In particolare sono stati sequestrati circa 300 capi di abbigliamento sportivo di marche importanti poichè verosimilmente contraffatte. Si è inoltre scoperto che una delle 4 dipendenti non era assunta da regolare contratto e che il personale non aveva seguito un corso di informazione e formazione. Mancava inoltre un piano di valutazione dei rischi, che sarebbe obbligatorio, ma soprattutto non erano rispettate le basilari condizioni di sicurezza per i lavoratori.

L’attività produttiva è quindi stata chiusa, mentre i macchinari ed i capi di abbigliamento sono stati sequestrati. Alla titolare è toccata una multa di oltre 4.000 euro.

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