Maggiori servizi di pulizia strade: Aprica aumenta i costi, nel 2026 Taric più salata
Questo pomeriggio in commissione Ambiente l'assessore Pasquali illustrerà le modifiche con un aumento dei costi che si rifletteranno sulle bollette: previsto circa il 3% di rincaro per le utenze domestiche
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Nel pomeriggio di oggi, in Commissione Ambiente, il Comune affronta il costo del servizio rifiuti che già lo scorso anno aveva visto un adeguamento obbligatorio disposto da Arera per consentire ai gestori di recuperare l’inflazione relativa al 2023, all’epoca molto elevata.
Al centro della discussione di oggi, il costo complessivo del servizio e l’aggiornamento della TARIC.
Come anticipa l’assessore Simona Pasquali, “innanzitutto partiremo con l’approvazione del costo del servizio, dal quale poi si calcolano le tariffe. Le delibere di ARERA prevedono come minimo un aumento dell’1,8% ma in realtà aumenteranno un po’ di più, circa il 3% proprio perché è aumentato il costo del servizio. Abbiamo aumentato la pulizia delle strade, è stato inserito l’uomo a terra, sono state assunte tre persone che seguono le macchine durante la pulizia meccanizzata e che puliscono i marciapiedi.
Abbiamo voluto rispondere alle numerose segnalazioni dei cittadini perché per noi la pulizia della città è un punto fondamentale”.
La tariffa quindi sarà ritoccata in maniera distinta tra utenze domestiche (circa il 3% in più) e non domestiche (1,6%). “Ricordo – aggiunge l’assessore – che le utenze non domestiche possono recuperare l’IVA e che abbiamo mantenuto fissi i minimi garantiti di rifiuto secco già pagato”.
Per una famiglia di tre persone in un appartamento di 100 metri quadri l’aumento dovrebbe essere attorno ai 5-6 euro.
Gli uffici stanno lavorando tra l’altro a una delle gare più rilevanti per il Comune: “La gara dei rifiuti è quella di più alto impatto economico che un Comune possa affrontare. Nella variazione di bilancio di aprile abbiamo appostato le risorse per individuare un consulente che ci affianchi nella stesura della gara. È un percorso complesso e lungo, che durerà almeno due o tre anni”.
Come si diceva, lo scorso anno il costo del servizio per il Comune di Cremona era aumentato del 9,3% a causa del recupero inflattivo, ma attraverso una rimodulazione della raccolta porta a porta i rincari erano stati in media del 4,7% per le utenze domestiche e del 5,9% per le altre.
L’attuale gestione del servizio rifiuti, svolta da Aprica (società di A2A) è stata inoltre oggetto di dure contestazioni di legittimità da parte delle minoranze di centrodestra a causa dell’affidamento senza gara e sulla base di sentenze in altri Comuni. Il Comune di Cremona ha sempre ribadito la piena rispondenza dell’affidamento alle norme in vigore.
Silvia Galli – Giuliana Biagi