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Orti sociali di viale Po, bolletta da 2000 euro che nessuno vuole pagare

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Una bolletta da 2000 euro per l’acqua utilizzata per innaffiare  gli orti urbani del quartiere Po. Una cifra astronomica, se si pensa che equivale ad un consumo pari a circa mille metri cubi d’acqua, ossia un milione di litri. Certo si tratta del conto annuale, ma anche considerato ciò, la cifra sembra troppo elevata per quelli che dovrebbero essere gli usi collegati alle attività degli orti. Quelli che il Comune aveva assegnato giusto un anno fa ai 22 residenti del quartiere che ne avevano fatto richiesta, nell’area verde individuata in via Portinari del Po. Si era trattato delle ultime assegnazioni di orti sociali, dopo quelle già avvenute in altre zone della città. In alcuni casi il contratto di fornitura è stato stipulato con l’Associazione unitaria pensionati (ad esempio allo Zaist, dove esiste un centro anziani), ma nel caso del quartiere Po, non esistendo un centro anziani, questo non è stato possibile. Pertanto la bolletta di Padania Acque è stata recapitata al Comune, ufficio periferie, che a sua volta l’ha inoltrata al comitato. Durissimo, qualche settimana fa, il referente del Comitato di quartiere per gli orti sociali Felloni: “Dal Comune ci hanno chiesto di farci carico della raccolta dei soldi. Non ci penso nemmeno, perchè la cifra che era stata preventivata quando furono assegnati agli orti era di 20 -25 euro a testa. Adesso invece gli assegnatari ne dovrebbero sborsare 100. Non mi stupirei che a questo punto molti rinunciassero”.

Quella bolletta, in realtà, la presidente del Comitato di Quartiere Maria Luigia Bernuzzi, non l’ha mai vista. “Dobbiamo chiarirci con il Comune, potrebbe essere che la cifra di 2000 euro si riferisca a tutti gli orti sociali della città e non solo al nostro”. Ma la questione è tutt’altro che pacifica: “Io sono sempre stata una sostenitrice dell’iniziativa, ritengo che abbia un’importante valenza aggregativa e adesso anche la scuola primaria Monteverdi, attraverso la maestra Grecchi, sta mettendo in piedi iniziative per avvicinare i bambini a questa realtà. Non vorrei però che si andasse verso un appesantimento burocratico della gestione degli orti”. Il Comune, che sulla questione degli orti assegnati dalla precedente amministrazione, ha sempre detto di volerci vedere più chiaro, starebbe pensando di far dotare di personalità giuridica i comitati di quartiere che non si appoggiano ad un’associazione, in modo tale da renderli autonomi nella gestione. Con un aggravio dei costi economici (codice fiscale, notaio, dichiarazioni dei redditi anche nel caso di onlus …) e soprattuto un appesantimento burocratico che scoraggerebbe molti assegnatari, i quali peraltro hanno battezzato il loro gruppo  “Unpodiorti”.

Per il momento resta il mistero della bolletta a tre zeri. I patti siglati con il Comune lo scorso anno prevedevano costi che sono stati ampliamente superati. E d’altra parte l’azienda fornitrice, Padania Acque, dichiara che se il consumo c’è stato, quello va pagato, ad una tariffa peraltro contabilizzata come “altri usi”. In un’annata particolarmente piovosa come l’estate – autunno 2014 sembra strano che per innaffiare 25 orti, di acqua ne sia servita tanta.

Giuliana Biagi

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Commenti
  • un fascio di luce

    Chissà che dopo aver aperto la partita iva i coltivatori fatturino al Comune la manutenzione del verde pubblico fatta nel 2014 gratuitamente…
    Ma i consumi dell’acqua come sono stati rilevati? Avranno un contalitri … E la bolletta? Possibile non si possa vedere? .. Sarà anche questo un documento che non si può diffondere… O forse seguirà il comunicato stampa… Sempre parole promesse e segreti.. Sembra un romanzo rosa

  • Edmondo Trivella

    qui a Cremona, tra mafia del pesce e andrangheta del prezzemolo siamo invasi da predatori ( citazione da “Mondo Padano” hebdo)…chi non vuol pagare la licenza di pesca padana e chi non vuol pagare la bolletta dell’ acqua padana…per non parlare di chi è convinto di poter mettere gli orti “di guerra” (padani) anche in piazza Roma ! Ad maiora!

  • Radice Quadrata

    Tristi Orti se la soluzione è in capo all’assessora Manfredini Alessia. Istituiti da un’idea del precedente assessore (di destra), con la volontà di destinarli alla parte della cittadinanza SOCIALE, svincolandone la gestione da associazioni e gruppuscoli organizzati, proprio in funzione di Orti Sociali, proprio questi sono reputati dalla sinistra attuale come forme spurie, ingestibili… Anarchiche. Che bella idea di sinistra incarna questa Giunta.

  • bvzpao

    in realtà i mille metri cubi in un anno non sono tanti. Certo bisognerebbe sapere la superficie degli orti. Io ho visto bollette peggiori solo per l’irrigazione automatica di un prato di 500mq. Lo scandalo è lo scaricabarile non l’importo