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Patrocinio del Comune sul convegno 'gender': l'Arcigay non ci sta Contraria anche l'ala laica del Pd

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Una manifestazione dell’Arcigay lo scorso anno in piazza Stradivari

AGGIORNAMENTO – Dopo l’Arcigay, anche il Pd e il socialista Carletti intervengono in merito al patrocinio del comune al convegno organizzato dall’Ufficio per la pastorale famigliare della Diocesi sul tema dell’identità sessuale. “Mamma e papà: servono ancora? Ideologia gender tra scuola e famiglia”, il titolo.  Lo fanno con un’interrogazione a firma di Francesca Baldini, Luigi Lipara e Paolo Carletti, che punta – precisano i firmatari per non enfatizzare le polemiche – “a far chiarezza sull’iter di attribuzione e per dar modo all’amministrazione di motivare le ragioni di Patrocinio e Collaborazione da parte del Comune di Cremona alla suddetta iniziativa, organizzata, fra gli altri, dall’associazione ‘Voglio la mamma’, associazione che ha assunto di recente posizioni discutibili su alcuni temi etici quali l’aborto e la fecondazione eterologa, pratiche tutelate dal nostro ordinamento giuridico e che quindi potrebbe creare polemiche. La volontà è quella appunto di fare chiarezza e far emergere un atteggiamento di apertura da parte dell’amministrazione sulla trattazione di certi temi di assoluta attualità nel modo più plurale e partecipato possibile”.

“L’associazione Voglio la mamma – si legge nelle premesse dell’interrogazione – si definisce per bocca del suo fondatore Adinolfi come una “rete contro il matrimonio omosessuale, l’aborto, l’eutanasia, l’utero in affitto e la fecondazione eterologa” ovvero contraria ad almeno due pratiche tutelate dal nostro ordinamento giuridico (aborto e fecondazione eterologa). E che inoltre, fra le altre cose, in data 15/12/2014 AGE, AGESC e Movimento per la vita hanno presentato una petizione dal titolo “Firma per una scuola senza gender”.

“Sul sito del Comune – continua l’interrogazione – si legge che il patrocinio è concesso alle iniziative che rispettino i seguenti principi ed indicazioni: a) svolgersi all’interno del territorio del Comune di Cremona; in via eccezionale, l’iniziativa può svolgersi al di fuori del territorio cittadino, purché presenti un contenuto direttamente legato alla città di Cremona e rivesta caratteristiche di particolare rilievo nel campo/settore in cui si svolge; b) essere attinente alle finalità ed ai principi dello Statuto del Comune di Cremona e/o a programmi e/o progetti dell’Amministrazione Comunale in ambito istituzionale, morale, sociale, civile, culturale, scientifico, artistico, storico, educativo, turistico, sportivo, ambientale ed economico”

Pertanto viene chiesto al sindaco Galimberti “seguendo quale iter e con quali criteri sia stato approvata la concessione di patrocinio e collaborazione da parte del Comune alla suddetta iniziativa; se tale iniziativa non si colloca all’interno dei progetti culturali di “Cultura a Cremona 2015”, secondo quali dei parametri di concessione del patrocinio sia stato concesso tale patrocinio; cosa prevedono in termini di disponibilità di luoghi e/o economiche il patrocinio e la collaborazione concessi per questa specifica iniziativa”.

 

In precedenza, era stato l’Arcigay a notare quel simbolo e quello stemma del Comune sulla locandina dell’evento. “Desta stupore  –  afferma Gabriele Piazzoni, presidente Arcigay e segretario provinciale di Sel, uno dei partiti che compongono la maggioranza di centrosinistra –  il patrocinio concesso dal Comune di Cremona al convegno previsto per  giovedì 23 aprile in palazzo Cittanova “Ideologia Gender fra scuola e famiglia” sulla fantomatica “teoria gender” organizzato dalla componente più conservatrice del mondo cattolico, purtroppo con la collaborazione dell’ Ufficio Pastorale Familiare della Diocesi di Cremona, le cui posizioni, incredibilmente sempre più radicali in materia di parità di diritti e lotta alle discriminazioni, cominciano a destare sconcerto anche fra molti fedeli del nostro territorio. Confidiamo che proprio la sponsorizzazione di una istituzione religiosa generalmente ritenuta affidabile come l’Ufficio per la Pastorale Familiare sia alla base di questo patrocinio da parte del Comune di Cremona, che speriamo in futuro approfondisca meglio i contenuti dei convegni ai quali viene concessa la collaborazione del Comune.
«La “teoria gender” – continua Piazzoni – è infatti una invenzione polemica, che nella realtà non esiste, un miscuglio di slogan e pregiudizi, un’etichetta creata per scardinare qualunque intervento, teorico, giuridico politico o culturale mirante all’avanzamento di politiche che contrastino la disparità tra uomini e donne, e le discriminazioni verso gli omosessuali. La “teoria del gender” è un artificio utilizzato per spaventare alcune famiglie, manipolarle con premesse false ed usarle, ponendole in rotta di collisione con le istituzioni scolastiche, al fine di garantire la perpetuazione dell’ideologia sessista che anima alcune persone, ideologia che vuole il maschio “macho”, insensibile, violento e prevaricatore e la femmina disponibile a subire la violenza, a comprendere, a perdonare, nella rassegnazione e nella sottomissione. Non a caso pochi mesi fa lo stesso Ufficio per la Pastorale Familiare aveva proposto la presentazione del libro di Costanza Miriano dall’inequivocabile titolo “Sposati e sii sottomessa”»
«Facendo leva sulle paure dei genitori, questa inesistente “teoria del gender” viene descritta come una “congiura” della “lobby gay” per “indottrinare” i loro figli all’omosessualità o al travestitismo, insegnando loro che “le differenze tra maschi e femmine non esistono”. Questo è semplicemente ridicolo: il punto della riflessione sul genere, che deve essere portata nelle scuole, è che maschi e femmine non possono essere ridotti a degli stereotipi. La scuola ha bisogno di pratiche educative che prevedano proprio di formare le nuove persone al rispetto per il prossimo, maschio o femmina che sia, favorendo il dialogo e la frequentazione fra le persone senza pregiudizio per il loro sesso biologico, in modo che sia loro chiaro fin dalla più tenera età che non esistono prima “i maschi” e poi “le femmine”, ma che esistono innanzitutto le persone, a prescindere dal loro sesso o dalla loro tendenza sessuale sia essa eterosessuale o omosessuale».

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  • Nokia

    La Cremona laica e riformista sta dormendo?

  • bvzpao

    Piazzoni mente sapendo di mentire. Ed ignora completamente il significato e il senso del libro di Miriano. Indipendentemente da quello che pensa lui, la Chiesa ci educa da anni al rispetto di qualunque persona, senza guardare alle caratteristiche (“non esiste più schiavo o padrone” ) . Perciò questi incontri servono proprio ad alimentare quel clima che fa comodo anche a lui. Venga che magari apre gli occhi su cosa dice il magistero della Chiesa (ammesso e non concesso che sia questo il punto di partenza dei relatori e non il semplice buon senso laico, che già sarebbe sufficiente per smantellare tutta la retorica dell’Arcigay)

    • Gino Testi

      Piazzoni ha ragione sicuramente su un punto: il Comune di Cremona, prima di rilasciare patrocinii e collaborazioni, dovrebbe conoscere il merito di iniziative come questa e comunque non aderire laddove, come in questo caso, è allusa sin dal titolo un’operazione di ‘propaganda pseudo-scientifica’ discriminate nei confronti della libertà individuale di essere quello che si è e/o si desidera essere.
      Di quanto sostengono il magistero della chiesa, il papa, i preti ecc. personalmente me ne frego. Non sono rilevanti nella mia esistenza e non li considero un riferimento di alcun tipo. Vorrei semplicemente che un’Amministrazione pubblica – che rappresenta tutti i cittadini – facesse scelte laiche nel rispetto di tutti come prevede la Costituzione.

      • un fascio di luce

        condivido la sua osservazione e aggiungo che avrei preferito patrocinasse le Corde dell’anima….
        ma forse il mio grado di cultura è troppo basso per questa giunta e questo sindaco… io rivoglio la mia parte di tasse e tributi comunali se Galimberti ha intenzione di continuare a spenderli in questo modo, e non per manutenere la città al minimo decoro.

    • Ezechiele Profeta

      Non faccia il saputello con noi laici e gay, noi che sappiamo cosa ha detto due giorni fa Papa Francesco sui Gender. Vada e approfondisca, poi ne riparliamo.

  • bvzpao

    vedo che continuate a travisare sia le parole chiare del Papa sia il significato di laicità. Ecco perché c’è necessità di incontri che chiariscano l’argomento. “Noi che sappiamo cosa ha detto due giorni fa Papa Francesco sui Gender” : non vi sfiora l’ipotesi che di magistero della Chiesa ne sappia di più il Papa ? no, ormai vi considerate inattaccabili e incontestabili. Confondete le acque parlando di diritti che non esistono (come il diritto alla genitorialità, completamente assurdo) e pretendete che non esistano voci ragionevoli e contrarie. Se ho fatto il saputello deve essere stato per reazione a voi maestri di saputelleria.
    E poi l’ass. “voglio la mamma” è discutibile perché promuove la difesa della vita? quindi per i firmatari Baldini, lipara, carletti meglio promuovere la morte (si prevede l’introduzione dell’eutanasia anche in Italia, vero?)? Certo. Davvero volete mozzare la mano a chi si interessa della Res Publica (Cit. Milosz)

    • Gino Testi

      Tirando in ballo magistero della chiesa, papa, preti ecc. voi fondamentalmente vorreste un mondo fatto a vostra immagine e somiglianza. Quello a cui aspirate, al di là delle parole di circostanza, è un fottuto stato etico modello komehinista!
      Per fortuna l’umanità è più varia e libera di essere quello che desidera (sente) di essere. In fatto di identità sessuale di genere, per fortuna, non esistono regole, tanto meno sarete voi ad imporle a coloro che non la pensano e, soprattutto, non si sentono come voi. Ci ha già provato il nazismo a suo tempo e si è visto come è andata.
      Si tenga il suo irritante convegno di propaganda familista-cattolico, a me non frega nulla. Non ho bisogno di confrontarmi con chi presume in questo delicato ordine di questioni di avere la verità in tasca e non rispetta la liberta individuale di autodeterminarsi.
      Quello che non posso accettare è che in uno stato laico moderno, democratico e pluralista, che dovrebbe garantire a tutti i suoi cittadini un governo laico dei fenomeni, si continui a difendere in nome della libertà la scelta di un’amministrazione di patrocinare un’iniziativa di questa natura.
      A questo punto suggerirei altri convegni del tipo: “Uccidere il padre e la madre per liberarsi della gogna familista”; “la violenza come forma di azione politica reattiva all’antifascismo”; “abortire per evitare ulteriori sofferenze”…
      Mi piacerebbe vedere se il Comune di Cremona patrocinasse cose così…
      Vada a lezione lei di laicità e provi a diventare un cittadino contemporaneo…

      • bvzpao

        giusto per dimostrare di non sapere nulla di quello che dice la Chiesa. Meno male che lo messo nero su bianco! Non c’erano peraltro dubbi che non avesse bisogno di confrontarsi. Tanto che l’autodeterminazione c’entra niente.

        • Gino Testi

          Questo lo dice lei. La chiesa è un riferimento per lei, non per me. Non sono interessato ad occuparmene. In materia di identità sessuale di genere non è un soggetto per me autorevole, non rappresenta nulla. Stabilisse la scienza che essere gay è contronatura non cambierebbe nulla, non farebbe alcuna differenza. Voi fate soltanto propaganda finalizzata al controllo sociale. L’uomo è libero di essere quello che desidera a prescindere dalle vostre teorie e alle chiacchiere di pseudo esperti evocati giusto per definire limiti e controllare.
          Ripeto: fatevi i vostri convegni oscurantisti, continuate con la vostra incessante e proterva propaganda offensiva e terroristica, nulla in contrario.
          Sono solo indignato che l’amministrazione pubblica della città in cui risiedo patrocinii un’iniziativa di questa natura, su un tema tanto sensibile e discriminante sotto il profilo etico. Sono per uno stato laico, non etico, che garantisca il pluralismo ma non patrocinii e collabori su questi temi che dividono a partire da come sono presentati.
          Posso rivendicare il diritto di “non volere la mamma?”, di averne già avuto abbastanza con tutta la retorica familista di questo paese?

  • Andrea

    A me della chiesa non frega un beneamato c***o, dei gay nemmeno (e non vedo perchè dovrebbero darmi fastidio), perchè dovrei prendere lezioni da gente che sembra uscita dalle crociate?