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Addio a Livio Forma, voce del calcio Rai: esordì allo Zini

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“C’è il sole qui a Cremona, la nebbia sembra almeno al momento piuttosto lontana”. Livio Forma aveva iniziato così la sua telecronaca il 27 novembre 2011. Sarebbe meglio parlare di racconto, una sorta di favola del calcio narrato alla radio: soluzione indispensabile quando la televisione era privilegio di pochi, ma comunque ancora apprezzata e duratura.

Livio Forma, scomparso giovedì sera nella sua casa di Aosta all’età di 72 anni, è stato uno dei più apprezzati radiocronisti Rai: partite di calcio, campionati, Mondiali, ma anche Olimpiadi. Un curriculum di tutto rispetto, che pure non fece mai pesare, umile e sempre pronto a dialogare con i colleghi più giovani, ai quali rispondeva sempre, dal vivo come su Facebook, dispensando consigli.

La storia di questo cantore era iniziata il 7 febbraio del 1982, e si riallaccia proprio alla nostra città, Cremona. Forma lo ricordava spesso, guardandosi indietro e ripercorrendo una carriera intensa: tutto partì allo Stadio Zini di Cremona. Finì 0-0 quella partita da lui narrata, in una serie B che oggi varrebbe come una A, con Sampdoria, Verona, Pisa e Bari a giocarsi la promozione, e anche la Lazio a impreziosire la cadetteria. L’anno prima, in serie B, giocò il Milan, per capirci…

La partita di quel 7 febbraio era Cremonese-Varese: brillava la stella di Gianluca Vialli, all’epoca appena 18enne ma già in grado di mostrare tutte le proprie qualità, gli avversari invece erano guidati in tribuna da un direttore generale che davanti a sé avrebbe avuto una grande carriera, anche se nessuno lo sapeva all’epoca, quando aveva solo 25 anni: Beppe Marotta, oggi factotum della Juventus plurititolata.

In un match di predestinati, anche il racconto doveva per forza essere affidato a un numero uno. E infatti: Livio Forma stampò per la prima volta la sua voce regalandola alla storica trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”, allora affidata ad Alfredo Provenziali, che rimase il timoniere anche oltre la pensione e fino alla sua scomparsa. Livio Forma sarebbe diventato, con tenacia, esperienza, ma sempre con la stessa umiltà, uno dei più apprezzati radiocronisti di Radio Rai.

Voce pulita, cuore valdostano ma inflessione assente, allenata da una carriera spesa in giro per il mondo in nome di una passione, quella della professione giornalistica. Livio Forma era tornato nel “suo” Zini il 27 novembre 2011: con la domenica di serie A ridotta a soltanto quattro partite, Mamma Rai decise di regalare un palcoscenico importante in radio anche alla Lega Pro. Allo Zini si giocava Cremonese-Pergocrema, non una partita casuale. Un derby che, alla 14esima giornata di andata di quel torneo, valeva il primo posto. Finì 1-1, gol di Musetti e Guidetti, ma oggi, dopo l’ultimo saluto a Forma, il ricordo più forte di quella partita, è rivolto proprio a quella voce. La solita competenza, il tocco semplice di un paroliere che non aveva bisogno di arzigogoli per arrivare dritto al sodo, il timbro rassicurante, la cadenza precisa e serena. Un totem della radio, riconoscibilissimo.

Finita quella partita, lo stacanovista Livio Forma volò al PalaRadi, per seguire anche la Vanoli, sempre per RadioRai, nella trasmissione dedicata al basket, in onda subito dopo i match di calcio. Con sé portava due valigette, un microfono e una cuffia. Una figura quasi caricaturale, immersa nella folla, senza mai salire sul piedistallo della fama, come un umile professionista vecchio stampo, lontano dal virtuale di oggi e ancora abbonato alle tecnologie degli albori, che sapeva difendere e far decantare con orgoglio. Questo, anche o forse soprattutto per Cremona, è stato Livio Forma.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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