Cronaca

25 aprile, sindaco: 'Vigili contro fascismi' Il Dordoni contesta Galimberti e Procura: fumogeni prima dei discorsi in piazza Le celebrazioni in 15 fotografie

AGGIORNAMENTO ORE 12,10 – I discorsi delle autorità in piazza del Comune sono entrati nel vivo, la piazza è quasi piena. Sul palco, tra gli altri, si trovano il sindaco Gianluca Galimberti, il rappresentante della Provincia Andrea Virgilio, il prefetto Paola Picciafuochi e i vertici locali delle forze dell’ordine e delle forze armate, oltre ad una figura ormai monumentale della storia antifascista cremonese, l’artista Mario Coppetti. Il rappresentante della Consulta degli Studenti Luca Musella ha parlato di “coscienza storica come coscienza civica”, mentre Andrea Virgilio ha ricordato “l’insegnamento sempre attuale che i diritti sono una conquista”. Da lui il primo richiamo alle tragedie del mare: “Non esistono i migranti, ma i singoli individui”. “Oggi – ha aggiunto – dobbiamo aprirci, attivare forme di confronto per isolare nuovi e vecchi fascismi”.

Mariella Laudadio dell’Anpi non ha dimenticato le “35mila donne che fecero la resistenza”. Sempre lei ha dichiarato sul palco: “In noi dolore e impotenza davanti alle morti in mare. Migliaia di fratelli cercano la stessa libertà per cui sono morti i nostri partigiani”.

Tra gli ultimi a parlare, il sindaco Galimberti: “Il 25 aprile significa possibilità di confronto, di parlarsi, di esprimere opinioni diverse con civiltà e di cercare la mediazione. Il contrario del fascismo, che fu odio e violenza. La guerra di Liberazione non è finita – ha continuato Galimberti -. Odio e violenza sono striscianti e noi dobbiamo essere tutti sentinelle vigili”. Il sindaco ha fatto riferimento anche alle oltre “700  vittime del naufragio nel Mediterraneo” di qualche giorno fa, “non sono numeri ma persone”. Rimarcata poi l’importanza del “fare comunità” e dell’Europa come “nostro orizzonte”. (leggi qui il discorso integrale del sindaco)

A chiudere la manifestazione, a mezzogiorno, il cambio della bandiera sulla Bertazzola, proprio come quel giorno: da bianca (colore che indicava che la città era tornata libera e in mano ai patrioti) a tricolore, come spiegato da Marco Manfredini. Subito dopo inno nazionale e successivamente deposizione delle corone in ricordo dei caduti in cortile Federico II.

AGGIORNAMENTO ORE 11,15 – Il corteo si è concluso in piazza del Comune, dove stanno per iniziare i discorsi delle autorità. Il folto gruppo dei centri sociali – almeno cento i partecipanti – si è fermato allo sbocco di via Solferino, gridando polemicamente contro quella che ritengono una “ricostruzione distorta” dei fatti di gennaio, “gli aggressori sono diventati gli aggrediti”. Poi altre contestazioni al sindaco e accensione di fumogeni. Dopodiché gli autonomi si sono diretti verso largo Boccaccino per poi raggiungere la sede del Dordoni al Foro Boario.

AGGIORNAMENTO ORE 11  – E’ partito alle 10,30 da San Luca, preceduto dalla banda musicale Città di Cremona, il corteo del 25 aprile, nell’anno del settantesimo della Liberazione. Il sindaco Gianluca Galimberti è arrivato alle 10,15 in bicicletta, assieme all’assessore Alessia Manfredini. Prima dell’arrivo a San Luca Galimberti era al cimitero per la manifestazione in memoria dei Caduti e l’inaugurazione della “Pietà laica”, opera del maestro Mario Coppetti. Alle ore 11.15 è previsto l’inizio degli interventi sul palco allestito in piazza del Comune.

Già dalle 10 il concentramento, sempre a San Luca, del centro sociale Dordoni, che ha promosso lo “Spezzone sociale”. Lo “Spezzone sociale, aperto da uno striscione che ricorda i migranti morti nel Mediterraneo, è distaccato di una cinquantina di metri dal resto del corteo. A fare da spartiacque tra i due raggruppamenti personale della polizia e, simbolicamente, un leader storico dell’Arci, Gigi Rossetti. Per tutta la durata del corteo non sono mai cessate le contestazioni all’indirizzo del sindaco Galimberti e della Procura dopo le prese di posizione e i provvedimenti contro gli esponenti dei centri sociali per i fatti del 18 e del 24 gennaio. Così come non sono mai cessati gli inni a “Are e Alberto liberi”, i due esponenti del Dordoni ai domiciliari, e richiami alla giustizia sociale, al diritto alla casa e al lavoro senza sfruttamento.  Presenti bandiere di Alternativa Comunista e No Tav.

Il corteo del 25 aprile è però dominato dalla pacifica e festosa marcia delle associazioni partigiane, dei partiti di sinistra e centrosinistra (Pd, Sel, Rifondazione Comunista), degli attivisti di Fare Nuova la Città, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e dell’Arci, i cui esponenti hanno continuato a intonare i canti della resistenza lungo il percorso. Hanno sfilato in corteo anche i volti in bianco e nero dei partigiani cremonesi caduti nella lotta di liberazione dal nazifascismo, con fotografie ingrandite portate davanti al petto dai manifestanti.

LA CERIMONIA AL CIMITERO E IL CORTEO IN CENTRO: LE IMMAGINI

Foto Sessa

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Giuliana Biagi
Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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