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Uffici tribunale al collasso Spostamenti interni per garantire servizi

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Nella foto, la presidente del tribunale Ines Marini

Era il 7 luglio dell’anno scorso quando la presidente del tribunale Ines Marini lanciava un grido di allarme sul massiccio esodo del personale amministrativo. Da quel 7 luglio, nonostante i vari appelli e le richieste di aiuto lanciate anche al mondo politico, nulla è cambiato. Anzi, ora che si avvicina sempre di più il momento, per 9 dipendenti del tribunale, di fare le valige e di trasferirsi in altre sedi giudiziarie, la situazione è ancora più disastrosa. Per ora nessun dipendente in fase di trasferimento è stato sostituito, così come era stato promesso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando.

E visto che nessuna soluzione sembra apparire all’orizzonte, la presidente del tribunale Ines Marini ha dovuto operare una scelta, privilegiando gli uffici definiti “assolutamente fondamentali”, come ad esempio l’ufficio gip/gup, dove sono stati trasferiti due dei tre dipendenti che erano al lavoro all’Urp, l’Ufficio relazioni con il pubblico, fino a poco tempo fa considerato un fiore all’occhiello per il tribunale, e che invece oggi si trova in seria difficoltà operativa proprio per mancanza di personale. “L’unico dipendente in servizio all’Urp è in ferie, e per questa settimana”, ha fatto sapere la responsabile Daniela Sardo, “le funzionalità dell’ufficio saranno ridotte al solo ritiro atti e alla richiesta e ritiro delle copie. Un ufficio azzoppato”.

“E’ un dramma”, è stato il commento della presidente del tribunale Marini, costretta ad operare spostamenti interni, privilegiando gli uffici più importanti e nel contempo sacrificandone altri. Oltre all’Urp, infatti, sono a rischio altre funzionalità, come i corpi di reato, il recupero crediti, le esecuzioni e l’ufficio Digit. “Tutti questi”, ha fatto sapere la Marini, “saranno i più penalizzati per scelte organizzative che non abbiamo fatto a cuor leggero, ma che siamo costretti a fare per far fronte alle necessità di altri uffici più essenziali”, come ad esempio l’ufficio gip/gup, definito “il pronto soccorso del tribunale”, un ufficio “che non può assolutamente chiudere e dove il lavoro non può certo essere messo in mano a dei volontari”. “Questi uffici”, ha detto la presidente, che ha ricordato anche le recenti inchieste sulla criminalità organizzata, devono essere sempre garantiti”. “Non credo che esista un tribunale in queste condizioni”, si è sfogata la presidente. “E’ mortificante”, ha concluso la Marini, “dover mortificare altre professionalità, non si può essere così burocratizzati. Dovrebbe esserci un sincronismo tra ingressi e uscite, chi lavora per lo Stato dovrebbe sapere che la funzionalità del servizio viene prima delle esigenze personali. Non potrà mai funzionare nulla finchè questo principio non verrà recepito a livello centrale”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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