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Via Brescia, tanti no al senso unico Mozione di Fasani: 'Si ascoltino i cittadini'

AGGIORNAMENTO Mercoledì sera l’assemblea convocata dal Comune alla scuola di via S. Bernardo per parlare della viabilità collegata il nuovo sottopasso di via Brescia, ha fatto emergere pareri contrastanti ma in prevalenza negativi rispetto alla proposta di senso unico in uscita della città per le auto, privilegiando in tal modo la corsia ciclopedonale. A presentare la proposta, suffragata dai dati sulle rilevazioni di traffico, gli assessori Alessia e Barbara Manfredini e i tecnici di Comune (Marco Pagliarini) e Autostrade Centropadane (Roberto Salvadori). “Abbiamo fatto il punto della situazione – si afferma dall’Amministrazione –  portando i numeri dei flussi di traffico raccolti nei giorni scorsi. Tra il 2012 e il 2014 il traffico dei veicoli totali si è ridotto in via Brescia per la presenza del cantiere, è pressoché immutato in via Persico, è aumentato nelle altre strade, in particolare via Gallazzi e via dell’Annona e in generale c’è stata una redistribuzione del traffico. Abbiamo espresso il nostro orientamento sul sottopasso di via Brescia: i risultati delle simulazioni consentono di osservare che, data la riconfigurazione dei flussi di traffico in condizione di cantiere, la scelta di istituire un senso unico non evidenzia particolare condizioni di criticità sulle strade del comparto.

“La proposta della Giunta – continua l’Amministrazione –  di un senso unico tiene conto delle caratteristiche del sottopasso (larghezza complessiva di 7,50 metri) e consente di realizzare una pista ciclopedonale, elemento che non sarebbe presente nel caso di doppio senso. Oggetto di scelte anche via Francesco Soldi: con 3mila passaggi di auto al giorno, la proposta è quella di renderla a senso unico. La prossima tappa: apertura a metà maggio del sottopasso di via Brescia con transito solo ciclopedonale per contestuale cantiere di Padania Acque in via Esilde Soldi riguardante il rifacimento dei sottoservizi e monitoraggio per tre mesi dei transiti di biciclette per arrivare ad una scelta sull’intero comparto basata sui numeri e condivisa. Nel frattempo, restano costanti i contatti dell’Amministrazione con il comitato di quartiere con il quale continueranno ad essere condivisi progetti e scelte”.

Ma se gli umori dovessero confermarsi quelli di ieri sera, la bocciatura del senso unico sembrerebbe prevalente. Tra i problemi emersi, c’è anche la congestione attorno alla nuova rotonda di via Persico, in cui si intersecano il traffico pesante proveniente o diretto alla tangenziale, i bus urbani, le biciclette, oltre ovviamente alle auto: già ora i residenti della zona lamentano pericolosità e temono che senza lo sfogo di via Brescia la situazione non possa che peggiorare, e stavolta in maniera definitiva.  I residenti di Borgo Loreto, che finora hanno utilizzato l’incrocio via S.Bernardo/via Brescia e l’attraversamento della ferrovia per arrivare in centro, dovranno sobbarcarsi un bel po’ di strada in più quando il sottopasso diventerà impraticabile alle auto.

E’ emersa anche la richiesta dei residenti nel condominio del palazzo di via Persico (a destra del sottopasso in direzione tangenziale) affinchè il Comuni termini celermente le finiture del piazzale antistante, di cui hanno subìto l’esprorpio; stesso problema di asfaltatura ancora non avvenuta anche per la proprietà di fronte. L’uscita dal sottopasso verso il lato fuori città si conferma pericolosa per biciclette e pedoni anche dopo lo spostamento delle strisce pedonali, anche a causa delle cattive abitudini di ciclisti e pedoni.

Tornando a via Brescia, la serata è stata movimentata anche dall’intervento di Federico Fasani, consigliere di Ncd, che ha preso la parola anche in quanto ex assessore all’Urbanistica nella giunta Perri. “Ho ritenuto di intervenire anche se non risiedo nella zona – come mi hanno fatto polemicamente notare – perchè via Brescia è una strada di servizio a tutta la città, una delle principali vie d’accesso, consolidata storicamente. Visto che a precisa domanda i tecnici hanno risposto che le misure del sottopasso  (7,50 metri), consentono il doppio senso di marcia alle auto, ritengo che non abbia senso istituire il senso unico, che non accontenta nessuno e che stravolge una viabilità consolidata. Oltretutto la pendenza del sottopasso non rende agevole il transito delle biciclette, i ciclisti dovrebbero comunque scendere e risalire portando le bici a mano, anche in presenza di una pista più comoda a loro riservata. Come si è visto dalle soluzioni viabilistiche prospettate ieri sera, il senso unico crea una serie di ripercussioni a catena sulle altre strade della zona (via Esilde e Francesco Soldi, via Cavo Cerca), che possono essere evitate semplicemente  lasciando il doppio senso di marcia come c’è adesso. Quello è un quartiere residenziale, non lo si può adattare per un capriccio a una nuova viabilità per la quale non era stato concepito”.

“Ma d’altra parte – conclude Fasani – è abitudine di questi amministratori non accettare le idee che contrastano con le loro, lo abbiamo visto in molte altre occasioni. E mi riferisco anche all’ultimo annuncio, quello del centro di recupero materiali in zona mercato ortofrutticolo, all’interno di Cremona City Hub, praticamente quasi in centro città e a ridosso del futuro polo tecnologico”.

Confermata la tempistica della riapertura del sottopasso: a metà maggio, ma solo per le biciclette; a partire da giugno verrà chiusa via Esilde Soldi per lavori alla fognatura. L’apertura soltanto parziale del sottopasso viene vista da alcuni come un modo per ‘testare’ la bontà della scelta di privilegiare il traffico ciclistico rispetto a quello automobilistico, stante la ristrettezza della carreggiata.

IL COMUNICATO  DEL COMUNE – L’incontro pubblico tenutosi mercoledì 6 maggio, alla scuola “Antonio Stradivari” di via San Bernardo, riguardante la prossima apertura del sottopasso di via Brescia e il futuro assetto viabilistico, come concordato con il locale comitato di quartiere, è stato convocato per ascoltare i cittadini.
L’Amministrazione comunale chiarisce che, in quella sede, sono stati resi noti i dati e gli approfondimenti fatti in questo periodo, è stato spiegato che nei prossimi due mesi ci sarà il tempo per studiare il passaggio in sicurezza per coloro che utilizzano la bicicletta e trovare le soluzioni più opportune per la mobilità futura dell’intero quartiere.
L’Amministrazione comunale sottolinea che si è trattato del primo passo di un confronto aperto, così come deciso sin dall’inizio del mandato, per un’azione partecipata, in modo da contemperare, il più possibile, esigenze dei residenti da un lato ed esigenze di carattere tecnico e viabilistico dall’altro

AGGIORNAMENTO – Il consigliere Fasani, all’indomani delle polemiche, ha deciso di presentare una mozione in Consiglio comunal, evidenziando che l’ammministrazione “danneggia progetti ereditati”. Nel documento il consigliere chiede alla Giunta e al sindaco di “ascoltare le richieste dei cittadini” e di “non modificare il progetto”.

LA MOZIONE

Premesso che:
• La precedente Amministrazione ha corretto il progetto ereditato per l’eliminazione dei passaggi a livello sulla linea per Mantova che prevedeva la chiusuta totale di via Brescia;
• con impegno e fatica è stato progettato, finanziato ed appaltato un progetto che, invece, prevede il passaggio secondo entrambi i sensi di marcia ed un marciapiedi di 1,5ml di larghezza;
• si apprende dall’attuale Amministrazione che l’indirizzo politico sarebbe quello di rendere a senso unico tale sottopasso;
• il sottoutilizzo dell’opera configura un evidente spreco di denaro pubblico;
• i residenti del quartiere interessato dall’opera si sono detti in più occasioni sfavorevoli all’ipotesi del senso unico di marcia;
• sono state raccolte anche 800 firme a sostegno del ripristino dei due sensi di marcia;

Il Consiglio invita il sindaco
• ad ascoltare le richieste dei Cittadini;
• a non modificare la previsione progettuale che ha ereditato dalla precedente Amministrazione e a mantenere, conseguentemente, il doppio senso di marcia per il sottopasso di via Brescia

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  • Photos

    Rendiamoci conto che al COMUNE DI CREMONA, non interessa minimamente il pensiero del cittadino!!! A lui interessa continuare per la propria strada fregandosene delle porcate fatte con il cavalcavia di S Felice e con il sottopasso di Via Persico!! S’altra parte perchè dovrebbe comportarsi in maniere differente dallo stato dato che è lo stesso partito che gestisce entrambi????

    • Enio

      Cioè san felice è lemblema dei cavalcavia… Se non l ho fai sei un cogl@@@e

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    Rendiamoci conto che al COMUNE DI CREMONA, non interessa minimamente il pensiero del cittadino!!! A lui interessa continuare per la propria strada fregandosene delle porcate fatte con il cavalcavia di S Felice e con il sottopasso di Via Persico!! S’altra parte perchè dovrebbe comportarsi in maniere differente dallo stato dato che è lo stesso partito che gestisce entrambi????

    • Enio

      Cioè san felice è lemblema dei cavalcavia… Se non l ho fai sei un cogl@@@e