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Dopo 5 anni, il gip Salvini lascia la città 'Cremona, un territorio sano'

Dopo cinque anni trascorsi nella nostra città, il giudice Guido Salvini, gip del tribunale di Cremona, lascia via dei Tribunali per far ritorno a Milano dove a palazzo di giustizia lavorerà come gip. Quelli del giudice Salvini a Cremona sono stati cinque anni molto intensi. Sua la firma della sentenza Tamoil, sua la firma nelle indagini sul calcio scommesse, e poi le inchieste sulla criminalità organizzata e l’introduzione dei lavori di pubblica utilità.

Sulle pagine di CremonaOggi, il magistrato ha tracciato un bilancio di questi anni, sia a livello professionale che umano.

“Lascio Cremona con una certa malinconia. In questi anni è stato fatto un buon lavoro in diversi campi, non solo per il calcio scommesse, ma anche per i processi comuni, sempre condotti nell’interesse dei cittadini e cercando di sanare qualche piccolo guasto di una città che è sostanzialmente sana”.

Parliamo del processo Tamoil, una sentenza storica per Cremona

“E’ stato il processo più difficile che ho seguito in tanti anni di carriera. In più di 40 udienze abbiamo ripercorso e completato l’intera indagine anche con una perizia svolta da un chimico e da un geologo molto esperti che si erano occupati  anche del caso Ilva. Alla fine anche gli ex dipendenti della Tamoil hanno deciso di portare le loro testimonianze in aula che sono state determinanti per decisione. Non mi aspettavo, comunque, l’assenza dal processo del Comune e del Ministero. In ogni caso Tamoil non è stata importante tanto per le pene che sono state applicate, ma lo è stata per ricordare che la salubrità dell’ambiente e la salute dei cittadini sono uno dei beni primari che non devono essere in alcun modo sacrificati da alcuna attività produttiva. Mi sembra che il messaggio sia stato recepito. Ora quel che conta è fare attenzione a continuare l’opera di bonifica sul territorio per evitare in futuro altri danni. E’ opportuno ricordare che dopo una serie di casi anche più drammatici di questo è in discussione una riforma di legge con una definizione più precisa del reato di disastro ambientale, in consonanza con le Direttive europee”.

Una delle indagini più lunghe è stata quella del calcio scommesse

“La prima manipolazione è stata durante la partita Cremonese Paganese e da lì si è passati ad un caso nazionale dove è stato scoperto un vero e proprio sistema di corruzione che ha posto sul tappeto un fenomeno quasi sconosciuto. Ciò che mi aspetto ora è una autoriforma nel mondo dello sport, trovare gli antidoti nel lungo periodo coinvolgendo dirigenti, giocatori e tutti gli sportivi. I giudici non possono eliminare un fenomeno simile, come del resto non possono farlo da soli in tutti gli altri casi in cui intervengono su illeciti di grandi dimensioni. Possono solo contenerli e segnalarli”.

Che idea si è fatto del territorio cremonese sotto il profilo della sicurezza con particolare riferimento alla criminalità organizzata e alla microcriminalità ?

“Il territorio cremonese è sostanzialmente sano, c’è un forte senso di attaccamento al territorio che però non è esente da pericoli. In una fase come questa di crisi economica e di difficoltà di accesso al credito gli imprenditori e i commercianti più deboli rischiano di diventare preda e, nei casi peggiori, complici dei gruppi della ‘ndrangheta che sono radicati soprattutto in Emilia ma che, come sappiamo anche dalle indagini più recenti, cercano di espandersi nella nostra provincia. Così si spiegano le tante fatture false emesse da società fantasma legate alla ‘ndrangheta che nascondono in realtà una precedente attività di usura e le estorsioni nei confronti degli imprenditori che ad un certo punto non vogliono più pagare. La città, però, non è inquinata, ma bisogna tenere alta l’attenzione. Come antidoto, penso all’impegno dell’amministrazione, della società civile e magari ad un Osservatorio Comunale in cui siano rappresentate anche le varie categorie produttive e che sia in grado di coglierei campanelli di allarme”.

Lei è stato il primo ad introdurre i lavori di pubblica utilità

“Sì, abbiamo dato avvio all’applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità nei reati di guida in stato di ebbrezza che sono una piaga e sono spesso prodromici a fatti più gravi. Siamo stati tra i primi ad utilizzare questo istituto in Lombardia e i primi anche per numero di sperimentazioni centinaia e centinaia, sempre con esito positivo. E devo esprimere la mia soddisfazione per la diminuzione registrata in questi anni degli incidenti stradali mortali. Sul lavoro di pubblica utilità siamo stati aiutati dal Comune di Cremona, da molti comuni della provincia e da associazioni Onlus che hanno siglato le apposite convenzioni. Con i lavori socialmente utili l’imputato tiene in ordine giardini pubblici, assiste disabili e anziani, in un caso un muratore ha addirittura ristrutturato il muro di un  cimitero e mentre svolge questo lavoro riflette e si allontana il pericolo di recidiva”.

Che cosa porta con sé della sua esperienza cremonese ?

“Cremona mi ha dato molto, e può darsi che questo per me non sia un addio, ma un arrivederci”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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