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83 mozioni e interrogazioni da inizio anno, così il Consiglio si ingolfa

Sono 83 le mozioni, interrogazioni e ordini del giorno presentati dall’inizio dell’anno dai consiglieri comunali. Sedute spesso estenuanti su argomenti superati dal tempo e interminabili batti e ribatti, come le polemiche sulla nevicata del 6 febbraio, oggetto di ben cinque diversi dispositivi presentati da altrettanti consiglieri che più o meno dicevano le stesse cose. E per mercoledì prossimo, 10 giugno, non si scherza. Sono 43 le interrogazioni e mozioni iscritte all’ordine del giorno, ma non si arriverà a trattarne nemmeno una decina, visto che poi andranno approvate le delibere sui criteri per le rette delle scuole materne, il piano economico finanziario di Aem sui rifiuti e le tariffe della Tari. Tra gli argomenti dei quesiti: perchè sono aumentati gli introiti di multe da infrazioni stradali? (Everet, FI); che fine hanno fatto le lastre artistiche in rame regalate al Comune da un importante artista per il Natale 2013 (ancora Everet)?; perchè il patrocinio del Comune al convegno contro la teoria ‘gender’ del 23 aprile? (Baldini, Pd); aggiornamenti sulla statua dei due Ercole danneggiata sotto la loggia dei Militi (Giovetti, FI);  costituzione del fondo di solidarietà ‘caldo inverno per i cremonesi’ (Carpani e Fanti, Lega Nord). E molti altri ancora.

“Più di due sedute al mese non è possibile fare”, spiega Simona Pasquali, presidente del Consiglio comunale, che ieri ha riunito l’ufficio di presidenza coi capigruppo. “Ci sono altri comuni che si riuniscono più di frequente, anche una volta alla settimana, ma parliamo di città come Milano, o Torino. Qui non avremmo nemmeno una struttura in grado di farlo. Per questo ho suggerito in ufficio di presidenza che parte delle interrogazioni ancora in attesa di discussione vengano trasformate in interrogazioni a risposta scritta, che consentono di ricevere risposta entro trenta giorni”. Altra proposta è stata quella di spostare le mozioni destinate al Consiglio nella commissione consigliare inerente l’argomento.

Intanto non sono ancora stati sbloccati (ma l’anno scorso ciò era avvenuto tardissimo, in autunno), i fondi destinati ai gruppi consigliari per le loro attività politiche. Un tema oggetto appunto di una interminabile discussione qualche seduta fa, in seguito alla proposta di Andrea Sozzi (Obiettivo Cremona) di destinare il budget ad un fondo di solidarietà. Si tratta di appena 8000 euro l’anno, da suddividere tra ben 9 gruppi consigliari. Lo sblocco avverrà presumibilmente solo dopo l’approvazione del Bilancio preventivo (previsto entro giugno).

Qualche consigliere ha già raccolto l’invito della Pasquali, accettando di spostare dal consiglio alla commissione la propria mozione: è il caso di Lanfredi (M5S) per la riqualificazione del patrimonio immobiliare comunale a fini abitativi; di Fasani (Ncd) sul biciplan; e dell’ordine del giorno di Ceraso sul timbro digitale. Ferma restando la possibilità – che però nessun consigliere comunale coglie – di ritirare il testo quando vede che l’argomento trattato è già abbondantemente superato dai fatti.

“Intanto – conclude Pasquali – nel prossimo consiglio tratteremo l’ultima  interrogazione del 2014. Rendiamoci conto che questa legislatura è particolare, il consiglio è frammentato in molti gruppi, a differenza di quanto avvenuto nel quinquennio precedente. Quanto alle discussioni che si prolungano, io faccio quello che posso con i consiglieri perchè non si vada oltre i tempi, ma spesso è difficile”. E se un tempo per la presidenza del Consiglio era previsto un budget di spesa che consentiva iniziative di tutto rispetto (Il Festival di Mezza Estate era nato così) oggi la situazione è rovesciata: “Niente -conclude la presidente Pasquali – Il nostro budget è zero”.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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