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Genitori-volontari cercansi nelle scuole per piccoli lavori di manutenzione

foto Sessa

Genitori cremonesi impegnati con piccoli lavori di manutenzione nelle scuole. Un progetto, denominato #Scuolabenecomune, che prevede l’organizzazione di gruppi di volontari, che si attivano per la realizzazione di progetti mirati. “Le scuole sinora coinvolte, soprattutto per opere di ritinteggiatura delle aule, sono la Virgilio, la Trento Trieste, la scuola di Cavatigozzi, la Anna Frank, ma sembra possano arrivare richieste anche dalla Bissolati e dalla Sant’Ambrogio” evidenzia il vice sindaco Maura Ruggeri.

Scopo del progetto è quindi quello di regolamentare e organizzare una tendenza che ha preso piede da alcuni anni: i genitori, consapevoli delle difficoltà economiche delle scuole, si impegnano in prima persona per fare qualcosa. “Abbiamo voluto creare un coordinamento tra amministrazione comunale, scuola e volontari – spiega il vice sindaco -. Non si tratta ovviamente di interventi che sostituiscano quelli che sono di competenza del Comune, ma semplicemente di piccole cose che vanno a segnalare un rapporto positivo di collaborazione, che vada a stimolare anche i rapporti scuola-quartiere. Si tratta quindi di lavori di riparazione e piccola manutenzione di arredi, giochi e spazi verdi”. Si parla quindi di tinteggiature interne ed esterne (senza però salire su scale e ponteggi), piccole opere di falegnameria, cura del verde, ripristino della pavimentazione esterna.

“Il patto di collaborazione prevede alcune semplici regole per garantire la sicurezza dei volontari – spiega Ruggeri -. Essi dovranno segnalare alla scuola la propria eventuale disponibilità e sottoscrivere tale patto, valutando poi con il Comune le tipologie di intervento. Il Comune dal canto suo si occuperà del coordinamento dei lavori e di fornire indicazioni tecniche, oltre ovviamente alla copertura assicurativa dei volontari. La scuola dovrà raccogliere la disponibilità dei volontari e coordinare i gruppi”.

Vi sono poi esperienze analoghe che stanno suscitando interesse, come il laboratorio alla scuola Stradivari, con la biblioteca aperta grazie ai volontari. Parallelamente, procede anche il progetto di una biblioteca di quartiere (presso palazzo Duemiglia), sempre seguito da volontari. “Vogliamo fare della scuola un luogo vivo, che i cittadini sentano come proprio, al di là delle attività scolastiche”.

Naturalmente intanto prosegue anche il massiccio lavoro che il Comune sta portando avanti sull’edilizia scolastica. “Stiamo preparando nuovi progetti che ci consentano di accedere a bandi regionali e nazionali” spiega l’assessore Alessia Manfredini. “Si lavora sulla messa in sicurezza delle scuole, con rifacimento di intonaco e controsoffitti, si fanno interventi sulla vulnerabilità sismica e sull’efficientamento energetico”.

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Se io fossi un imbianchino o un falegname mi arrabbierei di brutto!!!
    Possibile che siamo arrivati a questi livelli di barboneria.
    I lavori vanno fatti fare da professionisti e pagati come tali!!
    Ci vadano il sindaco e suoi assessori a fare volontariato!!

    • bakabuta

      e vorrei sottolineare….accoglienza per tutti e volontariato per gli altri.
      mi sembra una strategia a dir poco offensiva per coloro che lavorano e devono pagare tasse (anche comunali) per poi sentirsi dire
      “adesso per il comune fate anche i volontari e sostenete i clandestini”
      andando avanti così la società cittadina verrà inglobata in una macchina comunal-burocratica che vuole tutto e non garantisce nessun servizio

  • Sorcio Verde

    Se io fossi un imbianchino o un falegname mi arrabbierei di brutto!!!
    Possibile che siamo arrivati a questi livelli di barboneria.
    I lavori vanno fatti fare da professionisti e pagati come tali!!
    Ci vadano il sindaco e suoi assessori a fare volontariato!!

    • bakabuta

      e vorrei sottolineare….accoglienza per tutti e volontariato per gli altri.
      mi sembra una strategia a dir poco offensiva per coloro che lavorano e devono pagare tasse (anche comunali) per poi sentirsi dire
      “adesso per il comune fate anche i volontari e sostenete i clandestini”
      andando avanti così la società cittadina verrà inglobata in una macchina comunal-burocratica che vuole tutto e non garantisce nessun servizio