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La pistola dell'omicidio regolarmente denunciata

OFFANENGO – La pistola con la quale ha fatto fuoco Francesco Pea, prima sulla moglie e sul figlio e poi con se stesso, era regolarmente denunciata. L’uomo aveva ottenuto il porto d’armi anni fa, visto il suo lavoro di affittuario di slot machine, costretto a girare sempre con molti soldi. Forse negli ultimi tempi Pea aveva omesso di rinnovare la licenza e su questo si sta indagando, ma si tratterebbe solo di un’omissione di poco conto. Domani dovrebbero svolgersi le autopsie sui cadaveri di Francesco e di suo figlio Michael, 21 anni, promettente studente della Iulm. Per quanto riguarda la moglie Fabiola Provana, 49 anni, la donna ieri è stata trasferita nell’ospedale di Cremona dove quando le sue condizioni lo permetteranno verrà sottoposta a un intervento al volto. La donna, colpita prima da due proiettili mentre era nella camera da letto e poi da un terzo colpo sulle scale, mentre tentava di fuggire, è caduta battendo pesantemente la faccia e svenendo. Questa sarebbe stata la sua fortuna perché il marito, credendola morta, è passato oltre, occupandosi del figlio, che ha ucciso con tre colpi di pistola mentre il ragazzo gli correva incontro. Gli ultimi due colpi esplosi sono stati per sé e quello finale lo ha colpito in testa, fulminandolo.

Per quanto riguarda il biglietto trovato sul divano, l’uomo fa cenno a una grave situazione debitoria che negli ultimi tempi lo aveva sommerso. Lui, che nella vita aveva fatto parecchi mestieri, aveva fatto fortuna con il noleggio dei videopoker, arrivando ad avere in gestione fino a 500 macchine e guadagnando una fortuna. Poi qualcosa è cambiato. In tanti parlano di investimenti sbagliati, ma qualcuno si spinge anche a ipotizzare che l’uomo sarebbe entrato in un giro sbagliato che in breve gli avrebbe sottratto l’intera fortuna, lasciandolo pieno di debiti.

Pgr

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