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Scontri al corteo, Pascariello si difende 'No premeditazione'

Ha ammesso la sua presenza a Cremona, ma ha negato la premeditazione. Così, Matteo Maria Pascariello, il 24enne bolognese residente a Lecce arrestato giovedì per i disordini del 24 gennaio scorso a Cremona durante il corteo organizzato dal centro sociale Dordoni. Pascariello, come si legge su ‘LeccePrima’, è stato interrogato sabato per rogatoria dal giudice del tribunale di Bologna. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Calabro, ha confermato al gip la sua presenza a Cremona, ma ha dichiarato che da parte sua non vi è stata alcuna premeditazione dei danneggiamenti a tre istituti bancari dei quali è considerato responsabile, oltre a violenze contro il comando di polizia locale. Ha detto di essere arrivato nella città lombarda regolarmente in treno, e non dalle campagne, e ha negato di esservi giunto in gruppo e di essersi poi travisato.
Pascariello è finito in manette insieme al 31enne bresciano Muro Renica, appartenente al centro sociale Magazzino 47. Le accuse sono di devastazione, saccheggio e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Renica, con un lavoro saltuario e ancora a casa con i genitori, era tra la schiera di soggetti con il volto coperto in testa al corteo. “Ad un certo punto”, aveva spiegato in conferenza stampa il dirigente della Digos cremonese Angelo Lonardo, affiancato dal dirigente della squadra mobile Nicola Lelario, “sembra quasi ricoprire il ruolo di leader, staccandosi dal gruppo con un fumogeno in mano, per scagliarlo successivamente contro le forze dell’ordine”. Il 24enne, invece, è stato in un primo momento riconosciuto nei video dal personale della Digos di Milano, poi è stata la Digos di Lecce a completare l’identificazione. Inevitabilmente è stata coinvolta la Digos di Bologna, città in cui il ragazzo è domiciliato per motivi di studio ed è attivo negli ambienti universitari. La polizia ritiene che il 24 gennaio scorso il giovane si sia scagliato contro alcuni istituti di credito e poi contro il comando dei vigili urbani. Il bresciano è rinchiuso nel carcere di Canton Mombello, mentre il bolognese, che nel 2012 era stato vittima a Lecce di un’aggressione degli esponenti di CasaPound, si trova al carcere della Dozza. Pascariello, noto nell’ambiente antagonista bolognese, era stato anche tra i responsabili dell’aggressione al segretario della Lega Matteo Salvini l’8 novembre scorso mentre il leader del Carroccio era in visita ad un campo nomadi. Gli arresti sono stati effettuati in seguito ad indagini complesse, fatte di minuziosi accertamenti su materiale video-fotografico e anche grazie alla stretta collaborazione tra diverse Questure d’Italia.

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Commenti
  • paolo

    Cosa dicevo? Era venuto in città a trovare la zia e a comprare del torrone. Poi senza sapere neanche perché si è trovato coinvolto…evvvabbè…’so ragazzi…e poi Matty vive ancora con papà e mamma.. come potrebbe avere tenuto un comportamento violento?

    • erisso

      Il fumogeno l’ha senz’altro trovato per terra, e l’ha lanciato via per evitare di farsi male.

  • paolo

    Cosa dicevo? Era venuto in città a trovare la zia e a comprare del torrone. Poi senza sapere neanche perché si è trovato coinvolto…evvvabbè…’so ragazzi…e poi Matty vive ancora con papà e mamma.. come potrebbe avere tenuto un comportamento violento?

    • erisso

      Il fumogeno l’ha senz’altro trovato per terra, e l’ha lanciato via per evitare di farsi male.