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Caso Sapienza, difesa: 'Lesi nostri diritti' Pm: 'Che inizi il processo'

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Il pm Saponara

Udienza dedicata alle questioni preliminari, quella che si è tenuta oggi davanti al giudice Christian Colombo nel processo per omicidio colposo di cui è accusato Valerio Schinetti, l’anestesista dell’ospedale di Manerbio che per la procura sarebbe responsabile della morte di Riccardo Sapienza. Il giovane cremonese di 20 anni era deceduto il 23 luglio del 2013 per arresto cardiaco nella sala operatoria dell’ospedale di Cremona poco prima di essere sottoposto ad un’operazione chirurgica.

Il legale della difesa, l’avvocato Stefano Forzani, del foro di Brescia, è tornato sulle due questioni a suo tempo rigettate in sede di udienza preliminare. Arrivati a processo, come è nei diritti della difesa, il legale ha sottoposto al nuovo giudice la richiesta di nullità dell’esame autoptico e la nullità della richiesta di rinvio a giudizio.

L'avvocato Forzani

In un caso, il legale ha lamentato il fatto che l’autopsia sia stata effettuata senza la presenza di un consulente di parte, mentre l’altra questione riguardava la richiesta di incidente probatorio per l’esame dell’aiuto infermiera e dell’infermiera di sala. Richiesta a suo tempo rigettata dal gip in quanto “le due testimoni erano irrilevanti e perché non esistevano ragioni di urgenza”. All’epoca, però, le due testimoni erano già state sentite dalla procura, violando in questo modo, secondo l’avvocato Forzani, le garanzie di difesa.

Alle due questioni poste dal difensore ha risposto il pm Fabio Saponara, che al giudice ha fatto appello affinchè si proceda “finalmente” al processo. Per quanto riguarda la mancata notifica alla difesa dell’autopsia, il pm ha ricordato che all’epoca dei fatti si procedeva ancora contro ignoti e che l’iscrizione di Schinetti nel registro degli indagati era stata effettuata proprio in base alle risultanze dell’esame autoptico al quale aveva partecipato anche la dottoressa Margherita Fornaciari in qualità responsabile del servizio di Medicina Legale dell’ospedale che sul caso aveva aperto un’indagine interna.

L'avvocato Fornasari

Una volta individuato il nome dell’indagato, il pm ha spiegato di aver dato comunicazione alla difesa che in quel momento aveva potuto avvalersi dei suoi consulenti. Per quanto riguarda invece la richiesta negata di incidente probatorio, il pm, concorde con il gip, ha spiegato che non esisteva alcuna urgenza per sentire le due testimoni che comunque saranno convocate durante il processo.

A favore delle ragioni del pm si è schierata per i familiari la parte civile, rappresentata in aula dagli avvocati Jolanda Tasca e Gabriele Fornasari.

Presente in aula la famiglia Sapienza (mamma Annalisa, il papà Salvatore e il fratello minore Leonardo – assente la sorella maggiore Emanuela)  che vuole sapere al più presto cosa è accaduto a Riccardo.

In merito alle questioni sollevate dalla difesa, il giudice si è riservato di decidere. Scioglierà la riserva nel corso della prossima udienza, fissata al 28 settembre, durante la quale dovrebbe anche essere sentito il primo testimone.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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