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Tribunale senza personale Ministro: 'mancano fondi, ridurre le udienze'

Non ci sono fondi per attivare le mobilità, e quindi non c’è altro da fare che ridurre l’attività lavorativa. Questo, in sostanza, l’esito dell’incontro svoltosi a Roma il 10 giugno scorso tra il ministro della Giustizia Andrea Orlando e la presidente del tribunale di Cremona Ines Marini, alle prese da tempo con gravissime carenze di personale amministrativo, soprattutto dopo l’esodo dei dipendenti che avevano chiesto ed ottenuto di trasferirsi in altre sedi giudiziarie. “Ho trovato nel ministro una persona cortese e informata di quanto sta succedendo”, ha spiegato la presidente Marini. “Ha manifestato la disponibilità di attivare le mobilità, ma per la penuria di risorse non è possibile. Ha quindi consigliato di ridurre il numero delle udienze”.

La pesantissima situazione del tribunale di Cremona è un problema di cui soffrono molti altri palazzi di giustizia, ma Cremona, che ha accorpato a sé il tribunale di Crema, ne soffre ancora di più. “In questo modo”, hanno fatto sapere sia la presidente che la dirigente Laura Poli, “sono state disattese le esigenze dei cittadini. Abbiamo avuto più lavoro senza avere forza lavoro”. Dal 20 maggio 2015, dal documento che la presidente Marini ha consegnato nelle mani del ministro Orlando, risultano in servizio 39 dipendenti su una pianta organica prevista di 54 persone. Dei 39, solo 27, rispetto ai 44 indicati nella pianta organica, sono dotati della qualifica idonea ad assistere i magistrati. 17 i giudici togati attualmente in servizio a Cremona su 20 in pianta organica, e 9 i giudici onorari in servizio sui 10 in pianta organica. In totale, la scopertura che riguarda il tribunale di Cremona è del 39%, di gran lunga superiore alla media nazionale che è del 23%.
Dei 6 dipendenti in organico trasferiti in altre sedi in seguito all’interpello del 2 luglio dell’anno scorso (tre funzionari giudiziari, due cancellieri e un assistente giudiziario), 3 sono stati trasferiti al tribunale di Lodi.

“Il ministro”, ha scritto la presidente nel documento portato a Roma, “non ha accolto la richiesta del tribunale di Cremona, che sta ancora affrontando la fase emergenziale del post accorpamento, di sospendere il trasferimento del personale amministrativo, quantomeno delle 3 unità trasferite al tribunale di Lodi sino a quando fosse stato accertato l’anomalo sovradimensionamento della pianta organica di Lodi”. L’organico amministrativo del tribunale di Lodi era infatti stato aumentato da 46 unità a 65 in vista dell’accorpamento con il tribunale di Cassano d’Adda. L’accorpamento, però, non è andato in porto, in quanto Cassano si è accorpato con Milano, ma l’organico del personale amministrativo del tribunale di Lodi non è più stato ricalcolato, rimanendo, dunque, sovradimensionato.

“Da questo sovradimensionamento”, ha spiegato la presidente nel documento, “era infatti originato il calcolo della scopertura del personale amministrativo nella misura del 43%  e la conseguente messa a concorso, con l’interpello del 2 luglio del 2014, di numerosi posti, ‘coperti’ anche con le 3 unità in servizio a Cremona. Il Ministero ha invece accolto l’analoga istanza di sospensiva dei trasferimenti formulata dal tribunale di Milano con riferimento al personale amministrativo in servizio proprio nella città meneghina che era stato trasferito altrove in seguito al medesimo interpello”. Diversamente, l’istanza di sospensiva dei trasferimenti chiesta da Cremona non è stata accolta, lasciando Cremona a secco di personale.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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