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Riforma province, dalla Regione 195 milioni per gestire i servizi Tutte le competenze restano al territorio tranne agricoltura, foreste, caccia e pesca

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Finalmente approvata in Consiglio Regionale la Legge che determina le competenze che restano alle Province e quelle che invece passano alla Regione. Nella fattispecie, secondo la normativa, le Province lombarde continueranno ad esercitare le funzioni attuali ad esclusione delle competenze in materia di agricoltura, foreste, caccia e pesca, che saranno trasferite alla Regione.

“Oggi abbiamo approvato un provvedimento che va nella direzione di rendere ancora più efficiente il percorso degli Enti a cui compete la gestione del territorio –ha affermato il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo–. E’ stato fatto un lavoro attento e scrupoloso anche per quanto riguarda la salvaguardia delle specificità, come nel caso del territorio di Sondrio. Si tratta di un provvedimento che rende concreti gli effetti della normativa nazionale vigente, che sarà poi modificata ulteriormente con l’approvazione della riforma costituzionale”.

Per assicurare il corretto funzionamento e l’erogazione dei servizi previsti nella riforma approvata oggi in attuazione della legge Delrio, Regione Lombardia assicurerà ogni anno alle Province e alla Città metropolitana di Milano risorse pari a 195 milioni di euro, alle quali per il solo 2015 saranno aggiunti altri 10 milioni di euro finalizzati a garantire il trasporto dei disabili. “Regione Lombardia assicura così per quest’anno con risorse proprie il servizio di trasporto dei disabili –ha spiegato l’assessore all’Economia Massimo Garavaglia – la cui competenza è però statale e alla quale dal prossimo anno dovrà in ogni caso provvedere lo Stato”. Via libera anche a un emendamento dello stesso assessore Garavaglia con il quale la Regione rilascia una garanzia di 20 milioni di euro (che si aggiungono ai 18 già garantiti in precedenza) per consentire la continuità aziendale di Asam.

I PRINCIPALI CONTENUTI DELLA RIFORMA

Con la riforma approvata oggi, in materia di trasporto pubblico locale il territorio della Lombardia viene suddiviso in sei bacini omogenei corrispondenti ai confini amministrativi di Bergamo; Brescia; Sondrio; Como, Lecco e Varese; Cremona e Mantova; Città metropolitana di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia: in ciascuno di essi viene costituita un’Agenzia che provvede alla programmazione e all’affidamento dei servizi di trasporto e che subentra nella titolarità dei contratti di servizio sottoscritti dagli Enti locali.

Per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi a persone fisiche, titolari di attività economiche e associazioni di volontariato operanti nei Comuni montani della Lombardia vengono stabiliti indici di premialità parametrati sulla base delle caratteristiche geomorfologiche del territorio; tali parametri verranno utilizzati anche per definire i piani di riparto in campo sociosanitario per i Lea (livelli essenziali di assistenza) e i Leas (livelli essenziali di assistenza sociale). Alla Regione, e non più alle Province, faranno capo infine le concessioni idriche, le dighe, la destinazione transfrontaliera di rifiuti e le risorse geotermiche.

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