4 Commenti

Comuni ricicloni, Cremonese battuto da Casalasco e Cremasco

differenziata-evid

Il territorio Cremonese risulta battuto dal Casalasco e dal Cremasco nella speciale classifica dei cosiddetti Comuni Ricicloni (alla quale però la città di Cremona non ha partecipato): una speciale classifica stilata ogni anno da Legambiente, che punta a premiare, con una speciale cerimonia tenutasi quest’anno martedì scorso a Roma, i paesi o le cittadine più virtuose in materia di raccolta differenziata e similari.

Va detto che la classifica è giocoforza parziale: Legambiente, infatti, riceve l’adesione volontaria al concorso da parte degli stessi comuni che, tramite un’apposita scheda, indicano i quantitativi di rifiuti raccolti separatamente ed avviati al riciclo, verificando poi la veridicità dei dati prima di stilare la classifica. Come si calcola un comune “riciclone”? Anzitutto, si divide l’elenco in due parti: da un lato i comuni sopra i 10mila abitanti, dall’altro quelli sotto la stessa soglia. L’indice che emerge viene calcolato con un particolare algoritmo che tiene conto del numero di abitanti, della percentuale di raccolta differenziata e della quantità di rifiuti pro capite misurati in chilogrammi per abitanti al giorno.

Mentre nessun comune della provincia cremonese rientra nella top ten nazionale, che premia Ponte delle Alpi, Belluno, con un favoloso 79.63 di indice, Cremona non ha partecipato al concorso, dunque gli unici due comuni sopra i 10mila abitanti sono Casalmaggiore, che si piazza al 13esimo posto in Lombardia e Crema, 21esimo. Si tratta di un sorpasso rispetto allo scorso anno. Casalmaggiore chiude con un indice di 60.95 (76.22 di percentuale di differenziata e 1.69 di kg di rifiuti pro capite) e migliora di ben 24 posizioni il piazzamento 2014, mentre Crema, che retrocede di otto posizioni pur migliorando alcuni numeri, ha un indice di 56.63 con 71.16 di percentuale di raccolta differenziata e 1.22 di kg di rifiuti pro capite.

Per i comuni sotto i 10mila abitanti, la parte del leone la recita Capergnanica, settimo con 68.89 di indice (76.33 di percentuale differenziata e 1.12 di rifiuti pro capite prodotti), seguono San Martino del Lago, 14esimo (67.33-79.16-1.12), Pianengo, 19esimo (66.82-78.03-1.05), Spino d’Adda, 24esimo (65.95-76.16-1.11), e Moscazzano, 27esimo (65.78-75.06-1.09). Dalla trentesima alla cinquantesima posizione, da segnalare anche il 33esimo posto di Piadena (64.74-79.42-1.38, il 34esimo di Scandolara Ravara (64.74-78.64-1.36), e poi a seguire Ripalta Arpina (38esima: 64.40-79.50-1.06, Gombito (39esimo: 64.40-75.27-1.05), Rivarolo del Re (43esimo: 63.88-77.55-1.26), Volongo (45esimo: 63.19-71.92-0.84), Grontardo (47esimo: 63.02-70.25-1.09) e Torre dè Picenardi, che chiude all’interno della top 50 con 50esimo 62.85-77.86-1.25. Confermando che se si parla di differenziata i territori più periferici riescono a prendersi una bella rivincita.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Nokia

    La raccolta differenziata serve per organizzare meglio il recupero. Ma quanta differenziata finisce in impianti che non recuperano? In Europa, gli ambientalisti si battono per questo, in Italia per far fare gli impianti agli amici.

    • Nokia

      Legambiente, un’associazione privata che sponsorizza impianti ed impiantistica privata che deve però pagare il pubblico. Geniale.

  • Nokia

    La raccolta differenziata serve per organizzare meglio il recupero. Ma quanta differenziata finisce in impianti che non recuperano? In Europa, gli ambientalisti si battono per questo, in Italia per far fare gli impianti agli amici.

    • Nokia

      Legambiente, un’associazione privata che sponsorizza impianti ed impiantistica privata che deve però pagare il pubblico. Geniale.